Domenica 13 Marzo 2016 - 16:45

Costa d'Avorio, attacco a resort turisti: 16 morti, 4 europei

Un francese tra le vittime. L'attacco è stato rivendicato da Al-Qaeda nel Maghreb islamico

Costa d'Avorio, attacco a resort a Grand Bassam

Assalto al resort turistico di Grand Bassam in Costa d'Avorio. Un commando armato di fucili d'assalto e granate ha aperto il fuoco sulla spiaggia attaccando tre hotel e il bilancio complessivo è di 16 morti, di cui 14 civili e due soldati, e sei assalitori uccisi. Secondo fonti di polizia, tra i morti ci sono quattro europei, e l'Eliseo ha già confermato che almeno una vittima è francese. La Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di italiani. L'attacco, secondo quanto riporta il gruppo Site che monitora le attività online dei terroristi, è stato rivendicato dalla branca nordafricana di al-Qaeda, al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi).

L'attacco è cominciato al bar sulla spiaggia dell'hotel Etoile du Sud e, secondo le prime testimonianze raccolte dalla stampa locale, gli assalitori avrebbero sparato gridando 'Allahu akbar', cioè 'Dio è grande'. Secondo quanto è emerso successivamente nella ricostruzione fatta dal ministro dell'Interno ivoriano Hamed Bakayoko, gli alberghi attaccati sono stati complessivamente tre. Subito dopo l'inizio della sparatoria, unità delle forze speciali e della polizia locali sono state dispiegate sul posto per evacuare i feriti, lo staff e i clienti degli alberghi della zona, che è molto frequentata da stranieri soprattutto nei fine settimana. Grand Bassam si trova circa 40 chilometri a est della capitale ivoriana di Abidjan.

È la prima volta che la Costa d'Avorio è obiettivo di un attacco con queste caratteristiche, ma il Paese era in allerta dopo gli attentati jihadisti contro gli hotel in Mali e Burkina Faso avvenuti negli ultimi mesi. A Bamako, la capitale del Mali, il 20 novembre scorso l'hotel Radisson Blu fu attaccato da uomini armati, che provocarono 22 morti. Nell'assalto del 15 gennaio all'hotel Splendid di Ouagadougou invece, durato tutta la notte, morirono 29 persone fra cui un bambino italiano e 156 persone prese in ostaggio furono poi liberate.

Al-Qaeda nel Maghreb islamico ha dichiarato in diverse occasioni che i cittadini occidentali, e in particolare quelli francesi, sono diventati l'obiettivo principale del gruppo, nonostante i suoi attentati colpiscano anche la popolazione locale. L'attacco del 20 novembre a Bamako fu rivendicato da tre gruppi: da Aqmi e dal gruppo al-Mourabitoun guidato dall'algerino Mokhtar Belmokhtar, che a dicembre annunciarono poi la loro fusione in alleanza contro la Francia, nonché dal Fronte di liberazione Macina (Flm), che inviò una rivendicazione all'emittente francese Radio France Internationale. L'attacco del 15 gennaio in Burkina Faso, invece, fu rivendicato da al-Qaeda nel Maghreb islamico spiegando che era stato compiuto precisamente da al-Mourabitoun (con il quale era già avvenuta la fusione); in quel caso Aqmi minacciò direttamente la Francia: "Combatteremo la Francia fino all'ultima goccia del nostro sangue", disse un terrorista del gruppo che aveva partecipato all'assalto a Ouagadougou, in un audiomessaggio inviato all'agenzia privata mauritana al-Akhbar, che di solito rilancia i comunicati di Aqmi.

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