Mercoledì 26 Ottobre 2016 - 15:15

Corruzione grandi opere: arrestato il figlio di Monorchio

Al centro dell'inchiesta alcuni appalti per Terzo Valico e A3

Corruzione grandi opere: arrestato il figlio di Monorchio, indagato Lunardi jr

C'è anche Giandomenico Monorchio, 46enne romano figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea, tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione contro un presunto giro di corruzione su tre grandi opere pubbliche che ha portato a 21 arresti. Nei suoi confronti è stata disposta la misura del carcere. Tra gli indagati a piede libero figura anche Giuseppe Lunardi, originario di Pietrasanta, 35 anni, figlio di Pietro, ex ministro dei trasporti e delle infrastrutture.

OPERAZIONE 'AMALGAMA'. Un''amalgama' (questo il nome dell'operazione) tra corruttori e corrotti, quella scoperta oggi dai carabinieri coordinati dalla procura di Roma. Di queste, 11 sono in carcere, 9 agli arresti domiciliari e una è stata sottoposta all'obbligo di dimora. Una trentina le persone coinvolte. Gli indagati sono accusati, a seconda delle posizioni, di reati che vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e tentata estorsione.

Il responsabile dei lavori - spiega chi indaga - certificava la regolarità delle opere, a prescindere da come venivano eseguite. E lo faceva per avere in cambio subappalti e forniture a società che a lui facevano riferimento.

"C'è una trasformazione della tangente da denaro ad assegnazione di lavori", sottolinea il procuratore aggiunto a Roma, Paolo Ielo, commentando l'operazione che ha messo in evidenza un giro di 'favori' da oltre 5 milioni di euro su almeno tre appalti milionari.

Dalle indagini emerge "un'organizzazione stabile composta da tecnici, professionisti e imprenditori che si sono accordati per un reciproco scambio di utilità ai danni dei contribuenti", dice il responsabile della Dda di Roma Michele Prestipino Giarritta.

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I lavori per importanti opere pubbliche come il terzo valico della tav Milano-Genova, il sesto macrolotto dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e la People Mover, la navetta che collega l'aeroporto alla stazione di Pisa, erano di fatto pilotati da quella che gli inquirenti considerano un'associazione a delinquere nell'ambito della quale operavano imprenditori e direttori dei lavori, sempre in accordo. Risultato: lavori eseguiti con materiali scadenti e "cemento che sembra colla", come sottolinea uno degli indagati intercettato al telefono.

A capo del gruppo c'era l'ingegnere Giampiero De Michelis, direttore dei lavori delle tre opere al centro della vicenda, che rilasciava i certificati compiacenti alle società dell'imprenditore calabrese Domenico Gallo, incaricate degli appalti. Proprio Gallo, intercettato al telefono, parla di "un'amalgama" indispensabile tra stazione appaltante e imprese per preservare il loro lavoro, definito "orticello". I due, finiti in carcere stamani, sono anche coinvolti in un'altra operazione, scattata nelle stesse ore a Genova, che ha portato all'arresto di 14 persone per turbativa d'asta e corruzione sulla tav Genova Milano, del Terzo Valico. Le due indagini hanno diversi punti di contatto, tanto da avere quattro arrestati in comune.

"Si è appurato - scrive chi indaga - che i rappresentanti dei contraenti generali Cociv e Reggio Calabria Sciolla scpa, nonché del concessionario Pisamover spa da un lato hanno coperto gli accordi illeciti realizzati dal direttore dei lavori con le imprese subaffidatarie dei lavori e, dall'altro, promesso allo stesso utilità, sotto forma di commesse in favore di società riferibili a lui ed al suo socio calabrese, quale contropartita per la sua disponibilità ad adottare provvedimenti favorevoli ai general contractors/concessionari da loro stessi amministrati".

"E' stato altresì acclarato che, in una prima fase - proseguono gli inquirenti - il direttore dei lavori, mettendo a disposizione dei general contractors e dei subappaltatori la propria qualifica di pubblico ufficiale, ha ricevuto utilità sotto forma di importanti commesse e promesse di commesse in favore di società riconducibili al proprietario ed amministratore (anche lui destinatario di O.C.C. in carcere) di Sintel Engineering Srl, società per conto della quale svolgeva le funzioni di direttore dei lavori".

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