Venerdì 03 Marzo 2017 - 21:45

Consip, Renzi: "Se mio padre colpevole pena doppia"

Tiziano Renzi, interrogato ieri per oltre 3 ore, dice di non aver mai conosciuto Romeo. M5S chiede sfiducia Lotti. Gentiloni: "Governo eviti fibrillazioni"

Consip, padre di Renzi interrogato per oltre 3 ore. Ex premier: Se colpevole pena doppia

Giornata di interrogatori nell'inchiesta Consip. Tiziano Renzi a Roma, Carlo Russo a Firenze. Il padre del premier, indagato per traffico di influenze, è stato ascoltato dai magistrati di piazzale Clodio per oltre tre ore. Ieri aveva diffuso una nota : "Mi sembra di vivere un incubo. Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai".

Secondo i pm avrebbe aiutato l'imprenditore Alfredo Romeo a rafforzare i suoi rapporti in Consip in cambio della promessa di denaro.  Il legale di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, all'uscita ha precisato che il suo assistito "non ha mai conosciuto Alfredo Romeo né ha mai avuto rapporti con lui".  Il coinvolgimento di Tiziano Renzi nella vicenda Consip è, secondo l'avvocato Bagattini, "un classico tipico caso di abuso di cognome, Renzi non ha mai preso soldi" (da Romeo ndr). 

È durato oltre tre ore anche l'interrogatorio di Carlo Russo, l'imprenditore di Scandicci per traffico di influenze illecite. All'uscita della caserma dei carabinieri di Borgogna Santi, a Firenze, dove i magistrati di Roma e Napoli sono venuti oggi per interrogare Russo, Gabriele Zanobini, difensore dell'imprenditore, non ha rilasciato dichiarazioni. E ha precisato:"Il mio assistito risponderà ai magistrati quando conosceremo gli atti". 

LE PROCURE COLLABORANO. "Lavoriamo tutti insieme". Così ha risposto ai giornalisti Henry John Woodcock, il pm dela procura di Napoli che insieme al collega della procura romana, Mario Palazzi, ha interrogato oggi a Firenze Carlo Russo. Ai giornalisti che accerchiavano i due magistrati, all'uscita della caserma in cui si era svolto l'interrogatorio, Woodcock ha detto: "Fateci fare una passeggiata in questa splendida città. Il lavoro non è finito". E ha aggiunto:"Andiamo a lavare i panni in Arno". 

LEGGI ANCHE Renzi: Mio padre? Pena doppia se colpevole, ma no tribunale media

IL GOVERNO GENTILONI. A margine della riunione del Consiglio dei ministri di stamattina, a quanto si apprende, il premier Paolo Gentiloni ha espresso vicinanza al ministro Luca Lotti, pur senza citare esplicitamente la vicenda Consip che lo coinvolge, e ha espresso la raccomandazione che il governo debba stare al riparo da fibrillazioni.

SFIDUCIA M5S CONTRO LOTTI. "Ferme restando le eventuali responsabilità che dovranno essere accertate in sede giudiziaria, i fatti indicati minano fortemente la credibilità del ministro e pongono un grave pregiudizio sulle sue capacità di svolgere liberamente le funzioni a cui è chiamato nonché sull'opportunità della sua permanenza a ricoprire una carica governativa  di primo piano e di piena rappresentanza politica". E' quanto si legge nella mozione di sfiducia presentata dal M5S in entrambe le Camere verso il ministro dello Sport Luca Lotti. "Secondo quanto risulta dalle indagini - si legge nel testo -, Romeo avrebbe promesso del denaro anche a Tiziano Renzi, padre dell'ex Presidente del Consiglio, in cambio di un aiuto a incontrare Luca Lotti e Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip". Scrivono ancora i Cinquestelle: "Giova ricordare che, nel 2013, lo stesso Alfredo Romeo fece una donazione da 60 mila euro, tramite la società Isfavim, alla Fondazione Open, che ha finanziato la campagna elettorale di Matteo Renzi alle primarie di quell'anno".

La Lega voterà la mozione M5S. "Sì, non contro una persona ma per chiedere di andare a votare prima possibile. Qui non c'è un uomo della Lega che denuncia, qui sono renziani che denunciano altri renziani. Quello che fa male all'Italia, al di là di queste inchieste, è che il Parmento è il Governo non stanno facendo nulla". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervenendo ad Agorà su RaiTre.  Matteo Renzi, a Otto e Mezzo,  alla domanda se il ministro Luca Lotti debba dimettersi ha risposto: "A mio giudizio assolutamente no".

EMILIANO: PD NON VENGA TRAVOLTO. "Se fossi in Parlamento, il Pd non si farebbe portare a rimorchio dalla mozione di sfiducia, ma interverrebbe a tutela di se stesso, del Paese e del governo Gentiloni. Non ci si deve preoccupare tanto di Lotti, quanto di Gentiloni". Lo ha detto Michele Emiliano a Corriere.Tv, rispondendo sulla mozione di sfiducia contro il ministro Luca Lotti, preparata dal Movimento 5 Stelle. Secondo Emiliano "si potrebbe facilmente evitare che questa mozione del M5s diventi una trappola mortale per il Pd". Incalzato sulle mosse che dovrebbe fare Lotti, Emiliano ha replicato: "Chi ha un diretto coinvolgimento, deve essere più generoso verso il partito che verso se stesso". Verso la fine dell'intervista, Emiliano ha precisato che la decisione finale spetta comunque al singolo individuo, e che "non sono gli altri che devono decidere".
 

 

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