Lunedì 06 Marzo 2017 - 09:30

Consip, Romeo contrattacca: Altro che corruttore, io fregato

"Mai dato soldi e mai incontrato Tiziano Renzi"

Consip, al via interrogatorio di Romeo. I legali: Mai dato soldi a nessuno

"Alfredo Romeo non ha mai dato soldi a nessuno e non ha mai incontrato Tiziano Renzi o persone legate all'entourage dell'ex premier". Lo hanno detto gli avvocati Francesco Carotenuto, Giovanni Battista Vignola, Alfredo Sorge, legali di Alfredo Romeo entrando nel carcere di Regina Coeli, a Roma, dove si è tenuto nl'interrogatorio di garanzia all'imprenditore accusato di corruzione nell'inchiesta sugli appalti Consip.  Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip Gaspare Sturzo, il pm Mario Palazzi e il procuratore aggiunto Paolo Ielo hanno lasciato Regina Coeli.

 Al centro dell'indagine c'è una gara di 'facility management', ovvero servizi per la pa, del valore di 2,7 miliardi (FM4) bandita nel 2014 e suddivisa in 18 lotti, alcuni dei quali puntava ad aggiudicarsi Romeo. L'imprenditore napoletano prese parte alla gara per il lotto da 143 milioni di euro per l'affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali a Roma, che andavano dalla pulizia alla manutenzione degli uffici.

Per raggiungere il risultato, Romeo, secondo le accuse, corrompeva il dirigente Consip, Marco Gasparri affinché gli desse una serie di informazioni indispensabili per avere la meglio sugli altri partecipanti. Un sistema quello di Romeo nel quale, secondo la ricostruzione di Gasparri ai pm, l'imprenditore riteneva indispensabile pagare, poiché, a suo dire, tutti lo facevano.
 

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"Non era privilegiato, era emarginato all'interno della Consip. Altro che corruttore, è stato fregato e per questo ha depositato nell'aprile scorso un esposto in Consip e per conoscenza anche in Anac e Antitrust", ha detto il legale Giovanni Battista Vignola uscendo dal carcere di Regina Coeli dopo l'interrogatorio. 

L'esposto di Romeo contro la Consip è stato depositato anche alla procura di Napoli e arriva oggi a quella di Roma, perché è parte della memoria difensiva depositata dall'imprenditore arrestato mercoledì scorso per corruzione. Nel documento vengono ripercorsi rapporti in Consip e il meccanismo di affidamento degli appalti.
 

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  • redazione web
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