Giovedì 02 Giugno 2016 - 19:00

Comunali Torino, Appendino: Pronta a sfida tra due idee di città

La candidata sindaca del Movimento 5 Stelle ospite nella nostra redazione

Comunali Torino, Appendino: Pronta a sfida tra due idee di città

Immaginare di governare la città? "Un onore", ma "sono scaramantica e aspetto di vedere cosa succede domenica". Chiara Appendino, 31 anni, da pochi mesi mamma della piccola Sara, da cinque anni consigliera comunale, è la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle per Torino. Un nome, il suo, che - salvo sorprese dell'ultimo minuto - potrebbe finire accanto a quello di Piero Fassino nella scheda del ballottaggio del 19 giugno. L'attuale primo cittadino è di nuovo in corsa per Palazzo di Città sostenuto dal centrosinistra, ma la sua vittoria non è più - forse - così certa. "E' molto preparato - dice di lui Appendino intervistata dal vicedirettore di LaPresse, Vittorio Oreggia, durante la diretta Facebook organizzata nella redazione torinese dell'agenzia - e ce la sta mettendo tutta. Ha fatto una campagna elettorale molto impegnativa. E' un avversario forte, ma le sfide sono belle quando sono difficili. Una sfida facile non sarebbe una sfida. Visto quanto si è impegnato in questa campagna elettorale non credo dia per scontata la sua vittoria".

"LA SFIDA E' TRA DUE IDEE DI CITTA'". Gli altri candidati - diciassette in tutto, tra cui Alberto Morano, Giorgio Airaudo, Osvaldo Napoli, Roberto Rosso - sembrano lontani. In caso di ballottaggio, l'unica certezza è, per la candidata del Movimento 5 Stelle, "lo scontro tra due persone e una diversità di vedute, tra cambiamento e discontinuità: i cittadini saranno chiamati a scegliere tra due idee di città. Noi continueremo a fare campagna come stiamo facendo, raccontando il nostro programma e spero che saremo giudicati su tre grandi temi: candidato sindaco, squadra e programma. Vedremo cosa succederà".

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LA 'CHIAMATA PUBBLICA'. La campagna elettorale di Chiara Appendino ("una delle esperienze più significative degli ultimi anni della mia vita", l'ha definita lei) è stata la sintesi di quello che il M5S considera i propri pilastri. A cominciare dalla "chiamata pubblica" con cui è stata reclutata la squadra che, in caso di vittoria, accompagnerà la sindaca in giunta: "Ho chiesto a chi voleva mettersi a disposizione di mandare il curriculum e ne sono arrivati più di 400: ho già scelto sette assessori", valutati "in base alle competenze e non al manuale Cencelli. Noi riteniamo che in ogni assessorato debba esserci una persona che conosce e abbia una competenza specifica".

"SERVE UNA NUOVA SPINTA". "E' necessario andare a votare. Io credo - ha detto Appendino in diretta Facebook nel suo appello finale al voto - che Torino abbia bisogno di energie nuove e di una nuova classe dirigente. Arriviamo da trent'anni di governo della stessa forza politica, la città dopo il primo piano strategico che è stato importante ha bisogno di una nuova spinta, e noi siamo qui per questo". Per la candidata del M5S si tratta di accettare la "responsabilità di dare risposte alle persone, e quindi il peso - che poi per me non è un peso ma un onore - di riuscire a essere pronti a rispondere a tante difficoltà che ci sono". Cominciando dalla ricostruzione di quel "legame" tra "amministrazione e cittadini" necessario "in un momento di sfiducia e di distacco molto forte" e dalla diminuzione del "divario sociale".

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LA VOCAZIONE PRODUTTIVA DELLA CITTA'. Per Appendino non bisogna dimenticare "la vocazione produttiva" di Torino. "Io amo questa città - ha detto - e credo che siamo fortunati ad avere questo patrimonio culturale e artistico incredibile, con tanti turisti da tutto il mondo che vogliono venire a conoscerlo, ma la vocazione culturale non è sufficiente, credo che si debba tornare a spingere su quella industriale e produttiva". "In questa città - ha detto la candidata sindaca - ci sono grandi competenze: la nostra sfida è trasformarla in una fabbrica del sapere, creando sinergie attorno a questi soggetti affinché il nostro sapere possa essere capitale da esportare soprattutto all'estero e quindi motore di sviluppo".

Scritto da 
  • Elena Fois
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