Lunedì 12 Giugno 2017 - 01:00

Amministrative, M5S fuori dai ballottaggi nelle grandi città. Orlando sindaco a Palermo

A Parma Federico Pizzarotti in vantaggio, a Genova e Catanzaro è testa a testa tra centrodestra e centrosinistra

Amministrative, M5S fuori dai ballottaggi nelle grandi città. Orlando sindaco a Palermo

Doccia fredda per il M5S alle Amministrative. Secondo gli exit poll i pentastellati sarebbero infatti fuori dal ballottaggio nei quattro capoluoghi di Regione: Genova (dove Beppe Grillo giocava in caso e si è reso protagonista della scelta del candidato Luca Pirondini, cestinando con un "fidatevi di me" Marika Cassimatis scelta dalla rete), L'Aquila, Catanzaro e Palermo. Stando alle prime proiezioni è proprio nel capoluogo siciliano che la corsa  si decide al primo turno con Leoluca Orlando, candidato di centrosinistra, dato tra il  45% (in Sicilia vince chi arriva al 40%), che stacca Fabrizio Ferrandelli ( del centrodestra) al 31% e Ugo Forello (M5S) al 17%.

Si torna al 'classico' ballottaggio centrodestra-centrosinistra nelle principali città: succede a Genova dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello e quello del centrodestra, Marco Bucci e a L'Aquila, dove - dopo due mandati di Massimo Cialente - se la vedranno Americo Di Benedetto, candidato del centrosinistra Americo Di Benedetto (dato al 44-48%) e Pieluigi Biondi, di centrodestra (dato al 41-45%) e dove il M5S con Fabrizio Righetti si ferma a un risultato a una cifra (tra il 4 e l'8%). Testa a testa tra i primi tre candidati, invece, a Catanzaro: alla fine il secondo turno dovrebbero giocarselo il sindaco uscente, Sergio Abramo del centrodestra, (dato tra il 40 e il 44%) e il candidato del Pd, Vincenzo Antonio Ciconte, (tra il 28 e il 32%). Sembra sfumare invece il sogno di Nicola Fiorita, sostenuto da liste civiche e di sinistra, sceso tra il 21 e il 25%

Sarà invece il candidato 'civico' Nicola Fiorita, appoggiato da Mdp, (dato al 30-34%) a sfidare il rivale di centrodestra Sergio Abramo (al 31-35%) a Catanzaro. Il M5S piange poi anche a Parma, definita esattamente cinque anni fa da Beppe Grillo "la Stalingrado d'Italia", in quanto primo Comune amministrato dai grillini. Nel comune emiliano l'ex Federico Pizzarotti, espulso dal comico genovese, è in testa con il 37% e sfiderà Paolo Scarpa, candidato del centrosinistra (al 29%).

Esulta il Pd: "Il M5S, se i dati sono confermati, non arriva al ballottaggio in molte città ed è questo il dato politico. Aspettiamo i dati reali, ma se questi venissero confermati il dato politico è la sconfitta del M5S", commenta Matteo Ricci, responsabile enti locali della segreteria. "Dati incoraggianti. Andiamo al ballottaggio in molti comuni capoluogo, spesso in prima posizione. Merito dei candidati sindaco che abbiamo sostenuto e del lavoro del pd e del centro sinistra. Bene nelle grandi città, benissimo la vittoria al primo turno di Orlando a Palermo. Adesso avanti con l'impegno per il secondo turno", dice il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini.

"Su Twitter i parlamentari dem si affrettano a collegare il risultato nelle città a quanto avvenuto recentemente con la legge elettorale. "Si sta profilando un disastro a 5 stelle. Ecco perché hanno affossato legge elettorale con i collegi. Le giunte #M5S hanno lasciato segno", scrive su Twitter il senatore Andrea Marcucci. "Vi domandavate perché hanno fatto fallire la legge elettorale coi collegi uninominali? Quando si vota sulle persone i 5stelle sono il nulla", gli fa eco la deputata Anna Ascani. Plaude anche Forza Italia: "Non abbiamo ancora archiviato i #5Stelle in termini di consenso generale, ma risultati #comunali2017 - twitta tranchant Maurizio Gasparri - sono un grande #VaffaDay contro #Grillo". "Il centrodestra quando è unito è a traino leghista", rimarca invece Matteo Salvini.

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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