Martedì 16 Gennaio 2018 - 16:30

Cile, altre 3 chiese attaccate all'alba: 9 da scorsa settimana

Gli ultimi attacchi incendiari qualche ora dopo l'arrivo di Papa Francesco.

Papa Francesco in Cile

Il primo giorno di incontri in Cile per Papa Francesco è stato segnato da tensioni su diversi fronti. In mattinata all'alba altre tre chiese cattoliche sono state bersaglio di attacchi incendiari del tutto simili a quelli della scorsa settimana. Con queste, sono nove in tutto le chiese colpite.

Secondo padre Felìpe Herrera, capo della comunicazione dell'organizzazione della visita di Bergoglio in Cile, "sono più simili ad atti vandalici". Gli attacchi, ha fatto notare padre Herrera parlando con LaPresse, avvengono di notte, quando nessuno può essere ferito. La sicurezza, ha assicurato "va bene: i carabinieri cileni lavorano a stretto contatto con gendarmeria e guardie svizzere vaticane". A essere maggiormente indiziate sono le frange estremiste dei mapuche, popoli autoctoni cileni in rotta con il governo per l'esproprio delle terre sulle quali vivono da sempre.

"Si tratta di piccole frange violente - ha riferito padre Herrera - Lo Stato ha un debito enorme con loro. Il popolo Mapuche però è meraviglioso, pacifico e in gran parte è cattolico". Due delle chiese colpite si trovano nella località di Cunco, a circa 700 chilometri da Santiago, nella regione dell'Araucanìa. Proprio a Temuco, capoluogo dell'Araucanìa, mercoledì il Pontefice celebrerà una messa. Il terzo attacco incendiario è avvenuto in un comune vicino a Santiago, nella parrocchia Madre della Divina Provvidenza.

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Se queste sono state manifestazioni di disagio per tenere alta l'attenzione su di un problema che nulla ha a che fare con la visita del Papa, lo stesso non si può dire di altre dimostrazioni oggi a Santiago e Conception. Trentacinque persone sono state fermate dalla sicurezza cilena durante una manifestazione e altre cinque arrestate a Santiago, dove si sono tenute due manifestazioni differenti: una, la 'marcia dei poveri', in protesta contro gli alti costi che la visita ha comportato e l'altra organizzata dalla diocesi di Osorno, nel sud del Paese. Qui per decenni padre Karadima, oggi 87enne, ha violentato indisturbato bambini e adolescenti. Nel 2015 Bergoglio ha nominato l'attuale vescovo molto amico di Karadima, che si dice sia stato suo allievo spirituale: Juan Barros Madrid. E' contro questa nomina che i manifestanti si scagliano.

Marcia degenerata in scontri invece a Concepcion, città a 500 chilometri da Santiago. Secondo i media locali, i manifestanti non protestavano contro il Papa, ma contro "l'immagine del Paese che il governo vuole mostrare al Pontefice", come ha riferito a Hispantv Claudio Melgarejo, portavoce di una ventina di formazioni e movimenti protagonisti della manifestazione. I dimostranti - 200 persone circa - sono stati sfollati dalle forze di sicurezza.

Scritto da 
  • dall'inviata Maria Elena Ribezzo
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