Giovedì 12 Luglio 2018 - 12:45

Chi è lo 007 marocchino che combatte la lotta al jihadismo

Abdelatif Hamuchi è il capo dei servizi segreti di Rabat. Lo chiamano "l'uomo che non dorme mai". Ha il merito di aver evitato attacchi terroristici in Marocco negli ultimi 7 anni. L'aiuto alla Francia per l'attacco a Parigi del 2015

Abdelatif Hamuchi è considerato da gran parte della stampa marocchina "l'uomo che non dorme mai", "il più informato del Marocco". Come riferisce El Pais, che gli dedica un lungo articolo, la sua figura è ammirata tra la polizia e temuta in altri settori della società, dal jihadismo ai giovani di Al Hoceima che hanno manifestato nel 2016. La verità è che se nessun gruppo jihadista ha effettuato attacchi in Marocco negli ultimi sette anni, buona parte del merito è da imputare ad Abdelatif Hamuchi. Inoltre, qualsiasi esperto di terrorismo sa bene fino a che punto la sicurezza dell'Europa sia legata alla collaborazione con questo poliziotto, nato nella città settentrionale di Taza nel 1966 da una famiglia umile, laureato in giurisprudenza e padre di quattro figli.

Dal 2005 è direttore generale della Sicurezza Interna (DST, responsabile della lotta al terrorismo, con 8.000 agenti) e, dal 2015, direttore generale della Sicurezza Nazionale (DGSN, con 30.000 uomini): mai un uomo solo è stato al comando di due forze di polizia. Hamuchi ha inoltre una collaborazione molto stretta con la Spagna e con la Francia, "anche se non ha dimenticato cosa gli è successo". Il 20 febbraio 2014 si trovava nella residenza dell'ambasciatore del Marocco a Parigi quando quattro membri della polizia giudiziaria francese si sono presentati alla sua porta perché rispondesse di torture avvenute nella sede del Dst a Temara, città al confine con Rabat. Hamuchi si rifiutò di comparire davanti alla giustizia francese e la collaborazione giudiziaria tra Rabat e Parigi fu congelata per un anno.

Ma nel giugno 2015 l'Assemblea nazionale francese approvò un accordo di cooperazione in base al quale le denunce depositate in Francia contro cittadini marocchini accusati di crimini in Marocco sono inviate "con priorità" a Rabat, anche se le vittime sono francesi. Secondo Amnesty International e Human Rights Watch l'accordo favorisce l'impunità per i funzionari marocchini accusati di violazioni dei diritti umani. Ma la Francia non ha fatto marcia indietro: nel febbraio 2015 decorò Hamuchi con l'ordine di Ufficiale della Legion d'Onore. Quando il 13 novembre 2015 ci furono gli attacchi a Parigi l'intervento del Marocco è stato fondamentale per permettere alle autorità francesi di trovare la mente degli attentati, il belga-marocchino Abdelhamid Abaaoud, ucciso poi a Saint-Denis, alla periferia di Parigi. Nell'aprile del 2015 anche il governo spagnolo ha onorato Hamuchi con la Croce per il merito di polizia. Nel 2017, il ruolo della polizia è stato determinante nella repressione delle manifestazioni di Al Hoceima: la protesta è stata soffocata dopo diversi mesi di arresti, denunciati come arbitrari e infondati da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani. Ciò non ha cambiato la relazione di Hamuchi con le autorità europee che sperano continui a lavorare per molti anni. Nulla lascia presagire il contrario.

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