Lunedì 24 Luglio 2017 - 15:45

Charlie, no a richiesta di portarlo negli Usa. Genitori: È troppo tardi

Il medico statunitense Michio Hirano ha detto di non poter più sottoporre il bambino alla terapia sperimentale

Charlie Gard court case

I genitori di Charlie Gard rinunciano alla battaglia legale per portare negli Stati Uniti il bambino, affetto da una rara malattia genetica incurabile. L'annuncio è stato dato dal loro legale all'Alta corte di Londra, dove il caso era in discussione e dove un verdetto era atteso per domani: "E' troppo tardi", ha detto il legale Grant Armstrong, spiegando che il medico statunitense che si era offerto di fornire cure sperimentali al bimbo di 11 mesi ha ritirato la sua disponibilità, per i danni irreversibili al cervello del piccolo.

I medici londinesi da tempo vogliono spegnere le macchine che tengono in vita il bimbo per consentirgli una morte dignitosa e i tribunali britannici e la Corte europea dei diritti umani hanno dato loro ragione. Ora i genitori discuteranno con i medici il modo in cui Charlie, nato il 4 agosto 2016, debba morire, ha annunciato il legale.

Charlie Gard è ricoverato all'ospedale Great Ormond Street di Londra, affetto da deplezione del Dna mitocondriale. La rara malattia genetica, di cui esisterebbero soli 16 casi al mondo, causa debolezza muscolare progressiva e danni cerebrali irreversibili. Secondo i medici, il piccolo non può muoversi ed è sordo, cieco e incapace di respirare da solo, a tenerlo in vita sono le macchine. I genitori si sono opposti alla decisione dell'ospedale, chiedendo di sottoporre il figlio a una cura sperimentale negli Usa e dando il via a un caso che ha attirato l'attenzione a livello internazionale.

Dopo le sentenze, sono subentrati l'intervento del Papa e del presidente americano Donald Trump, la concessione della cittadinanza americana alla famiglia, nonché l'offerta dell'ospedale Bambino Gesù di Roma di accogliere il piccolo. Tutto ciò sullo sfondo di un'opinione pubblica divisa con il personale dell'ospedale inglese che è stato vittima di abusi verbali e minacce di morte, nelle strade e online, tanto da richiedere l'intervento delle autorità.

I genitori hanno raccolto mezzo milione di firme a sostegno della loro causa e 1,5 milioni di euro per finanziare le cure all'estero, denaro che ora annunciano useranno per creare una fondazione con cui la voce di Charlie "continui a essere ascoltata".

"Danni irreversibili sono stati fatti e la cura non può più avere successo", ha affermato il legale dei genitori in tribunale. Ha spiegato che il neurologo statunitense Michio Hirano ha detto di non voler più sottoporre il bambino alla terapia sperimentale, dopo aver visto i risultati di una nuova risonanza magnetica. La madre di Charlie, in lacrime, ha spiegato che il figlio avrebbe potuto vivere una vita normale, se fosse stato permesso prima di sottoporlo alle cure. Il giudice Justice Francis ha detto alla coppia che nessuno può comprendere il loro dolore e che nessun genitore avrebbe potuto fare di più, ricordando che ora Charlie sarà sottoposto a cure palliative per morire con dignità.

Intanto, fuori dal tribunale i membri dell'Esercito di Charlie, nome che si sono dati gli intransigenti delle cure a ogni costo, scandivano slogan come "Giudici vergogna" e "Gosh vergogna" (Gosh è la sigla dell'ospedale).

Scritto da 
  • Agnese Gazzera
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