Martedì 23 Febbraio 2016 - 22:45

Champions, tanto Bayern ma orgoglio tiene in corsa Juve: 2-2

Muller e Robben gelano lo Stadium, Dybala e Sturaro firmano rimonta

esultanza al gol di Sturaro

A Monaco di Baviera, tra due settimane, probabilmente la Juventus dovrà mettere insieme un miracolo per passare il turno, perché il 2-2 dello Stadium contro il Bayern è un risultato non proprio favorevole (eufemismo), ma aggrappandosi all'ultima mezz'ora di una partita che prima sembrava destinata al naufragio e poi è stata rimessa in sesto con tre cambi azzeccati da Allegri, la speranza può essere tenuta in vita. Annichiliti per un'ora dall'incedere della corazzata tedesca, i vicecampioni d'Europa hanno tirato fuori orgoglio, rabbia e classe quando pareva che l'eliminazione fosse ormai ineluttabile. E' stato Mandzukic, un ex carico di rabbia, a suonare la carica e a imbastire la riscossa, tanto che il pareggio ha assunto le sembianze quasi di una vittoria per come si era messa la gara.

Non avendo la difesa titolare, decimata dagli infortuni, Guardiola ha pensato che l'unica soluzione per il Bayern fosse attaccare. E poi attaccare. E poi attaccare ancora. Non a testa bassa, ci mancherebbe, ma con una tracimazione costante nella trequarti della Juventus, in maniera che il pallone fosse quasi sempre nei piedi dei suoi giocatori, accollandosi il rischio di prendere qualche contropiede. Prova ne sia che alla fine del primo tempo i tedeschi avevano oltre il 70 per cento di. possesso palla, nonostante a ben considerare tutto questo strapotere abbia prodotto due parate di Buffon (su Vidal d Bernat), un'occasione ciclopica sciupata da Muller a un metro dalla porta, un paio di situazioni delicate e la rete (minuto 43) di Muller medesimo con un tap-in scolastico. A logica, lo squilibrio tattico, tecnico e fisico, avrebbe potuto e dovuto portare a qualcosa di più concreto, anche perché raramente i vicecampioni d'Europa hanno avuto la forza per ripartire. Quando lo hanno fatto è stato quasi sempre per la fragilità del giovane Kimmich, ma per due volte Mandzukic non ha saputo approfittarne.

Schiacciata nella propria metà campo, per un bel pezzo la Juventus non ha giocato a pallone. Non ci sono riusciti i centrocampisti, sempre in affanno, sempre asfissiati dagli avversari. Lahm ha abbandonato la fascia di competenza per appiccicarsi a Pogba, senza però rinunciare a fare gioco, Vidal è stato il regista della difesa e spesso si è occupato di Dybala, mentre Marchisio ha provato a ergersi a frangiflutti e Khedira non è quasi mai pervenuto. Pure i duelli sulle corsie esterne sono stati sbilanciatissimi: Lichtsteiner ha sofferto a controllare Douglas Costa, peggio ancora Evra con Robben. Non era così che Allegri se l'era immaginata la prima sfida contro i tedeschi di Baviera. E allora il tecnico ha deciso di schiodare la partita con l'inserimento di Hernanes al posto di Marchisio all'inizio della ripresa, malgrado il Bayern abbia continuato a produrre il suo calcio massiccio.

Non c'è stata sorpresa quando Robben (minuto 55) ha confezionato il raddoppio con un sinistro a giro, anche se i bianconeri hanno molto protestato per un intervento di Lewandowski su Bonucci. Ma, paradossalmente, una volta beccato il secondo schiaffo, quando sembra a che tutto fosse compromesso, la Juventus ha reagito con orgoglio, anzi con la rete di Dybala (63'), uscendo dal cul de sac in cui era finita. Sul piede di Cuadrado è capitata la palla del pareggio, in capo a una azione martellante di Mndzukic, ma la conclusione del colombiano ha esaltato le doti di Neuer. Gol che è arrivato al 76' con Sturaro, entrato da pochi minuti al posto di Khedira. Il match ha cambiato pelle all'improvviso e la supremazia e' diventata totalmente bianconera, con i tedeschi preoccupati di non incassare la terza rete. Non a caso, Guardiola ha buttato nella mischia Benatia per Bernat. Il resto a Monaco...

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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