Giovedì 15 Settembre 2016 - 07:00

La Juve non ingrana in Champions : solo 0-0 col Siviglia

Pjanic in panchina per un'ora, traversa di Higuain e parate da campione di Sergio Rico

La Juve non ingrana in Champions e delude: 0-0 col Siviglia

La Juventus ha quasi steccato la prima in Champions League. Quasi perché non ha perso ma pareggiato contro il Siviglia, avversario tanto fastidioso quanto spuntato, insomma assolutamente battibile. I bianconeri non erano in serata di grazia, primo fra tutti Massimiliano Allegri, che ha stranamente emarginato in panchina per un'ora abbondante Miralem Pjanic, circoscrivendo la percentuale di imprevedibilità della sua squadra, zavorrando Dybala e Higuain. Nulla è compromesso per la qualificazione, ci mancherebbe, eppure era lecito pretendere di più e di meglio da una formazione costruita per dare l'assalto all'Europa, come da corollario di dichiarazioni estive.

RISCHIARE. Non è stata per la Juventus la stessa passeggiata di salute di sabato scorso, contro il Sassuolo. Semplicemente perché il Siviglia che ha messo insieme Jorge Sampaoli è un gruppo tosto, quasi peloso da affrontare, abbastanza appuntito, sempre compatto, privo forse di un centravanti vero (Vazquez non lo é) per essere considerato fortissimo. Ma gli spagnoli sanno stare corti, giocare in venti metri, picchiare scientificamente, persino rischiare l'uno contro uno. E se ne fregano di concedere qualcosa di troppo agli avversari. Ad esempio, nel primo tempo è capitato due volte che Khedira si trovasse solo davanti a Rico, liberato da una ripartenza veloce, ma il tedesco una volta ha indirizzato il suo destro a lato e un'altra ha consegnato il pallone tra le braccia del portiere. E poi.

CORSIE ESTERNE. E poi, senza Pjanic lasciato e con Lemina in regia, ha avuto vita facile a ergersi a protagonista l'argentino Kranevitter, uno che sa usare martello e pennelo, aiutato dagli altri centrocampisti N'Zonzi e Iborra, due che non vanno per il sottile. Eppure, anche senza dare spettacolo e con le difficoltà di cui sopra, abbandonati da Dani Alves ed Evra sulle corsie esterne, i bianconeri hanno avuto alcune occasioni per sbloccare il risultato ma Higuain e Dybala non hanno saputo approfittare. Una magra consolazione tenuto conto che la Juventus non nasconde di ambire alla finale di Cardiff e alla vittoria.

COPPIA ARGENTINA. Il primo a essere deluso deve essere stato Allegri che ha sfruttato l'intervallo per registrare cosa non ha funzionato a dovere e per provare a smontare il Siviglia. Di sicuro non era così la partita che aveva in testa e che aveva preparato alla vigilia: più dinamica, più aggressiva, con Higuain e Dybala chiamati a concludere con una certa frequenza contro una difesa non proprio irresistibile. Invece la coppia argentina per un pezzo non l'ha praticamente strusciata, quasi mai capace di innescarsi se non per episodi fortuiti. La traversa che ha centrato di testa il Pipita al minuto 14 della ripresa è stata la prima opportunità pulita che ha costruito la Juventus. Poco dopo il 20' invece ci sono stati i cambi contemporanei di Asamoah e Evra con Pjanic e Alex Sandro, in maniera da portare più spinta, mentre Correa, appena entrato nel Siviglia, ha fatto prendere uno spavento a Buffon.

BACCHETTA MAGICA. Però nemmeno con due giocatori diversi si è alzato il livello qualitativo dei campioni d'Italia, che hanno continuato a provarci ma con scarsi risultati. La mossa della disperazione di Allegri è stato l'avvicendamento di Dybala con Pjaca a cinque minuti dai titoli di coda, come se il croato possedesse la bacchetta magica. In pieno recupero, l'unica parata di Rico ha negato la gioia del gol ad Alex Sandro aumentando i rimpianti. Che non fanno punti in classifica.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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