Martedì 05 Aprile 2016 - 14:00

L'addio a Cesare Maldini: i funerali a Sant'Ambrogio

Per l'ultimo saluto, oltre ad amici e familiari, ex giocatori e dirigenti del Milan, vip e altri uomini del calcio

Addio a Cesare Maldini, giocatori e personaggi per l'ultimo saluto in Sant'Ambrogio a Milano

Folla nella basilica di Sant'Ambrogio, a Milano, i funerali del campione rossonero Cesare Maldini, morto a 84 anni. Il feretro è arrivato accompagnato da un piccolo corteo di familiari, visibilmente commossi, tra cui il figlio Paolo con la famiglia. Almeno un migliaio di persone in attesa sul sagrato, alcuni con le sciarpe rossonere al collo. La chiesa è gremita. Per l'ultimo saluto, tra gli altri, ex giocatori e dirigenti del Milan, vip e altri uomini del calcio, come Andriy Shevchenko, Serginho, Clarence Seedorf, Filippo Inzaghi, Massimo Ambrosini, Daniele Massaro, l'ad della Juventus Beppe Marotta, il comico Teo Teocoli, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, Luisito Suarez, Giovanni Lodetti, il ct dell'Under 21 Gigi Di Biagio, Nevio Scala, Paolo Casarin. Per il Milan sono arrivati, tra gli altri, Adriano Galliani, Sinisa Mihajlovic, Riccardo Montolivo, Filippo Galli e Christian Brocchi. Fra le corone, anche quelle della Figc e dell'Aiac regionale.

Presenti anche il presidente del Torino Urbano Cairo e il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti, oltre che l'ex centrocampista della Juventus Marco Tardelli. Hanno voluto portare l'ultimo saluto a Cesare Maldini anche il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi e il numero uno del Coni Giovanni Malagò. Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, è entrato nella chiesa, durante l'omelia di monsignor Erminio De Scalzi, dall'ingresso principale della basilica, attorniato dalla scorta.

Le telecamere sono rimaste fuori dalla chiesa per volontà della famiglia, che alla vigilia aveva chiesto un rito sobrio. Sull'altare ci sono gagliardetti grandi del Milan, della Juventus, dell'Inter, del Torino.

"Cesare Maldini era una grande persona. Mi ha dato molto sul piano calcistico e umano. Non a caso sono qui per salutarlo per l'ultima volta. Oggi bisogna ricordare una persona che ha dato molto al calcio italiano con la sua semplicità. Maldini sarà indimenticabile per tutti, con il suo modo di fare ha tenuto a bada tutti". Così l'allenatore della Nazionale Under 21, Gigi Di Biagio, ha voluto ricordare Cesare Maldini, a margine dei funerali, "ogni volta che ci vedevamo mi scusavo per non avergli dato l'opportunità di diventare campione del mondo con quel rigore calciato sulla traversa. Lui ha sempre sorriso e con grande onestà diceva di non preoccuparmi". "Sono legato a lui - ha raccontato - da momenti importanti della mia vita. Nei Giochi del Mediterraneo del 1993 quando mi dovevo sposare e lui mi disse: 'Non ci sono problemi: giochi, ti sposi e torni'. E' stata per me una persona davvero speciale". "So che mi voleva un bene dell'anima. Nel 1963, quando sono arrivato a Milanello, lui aveva appena alzato la Coppa dei Campioni e io ero un ragazzino. Era una persona elegante nell'anima, un capitano", ha invece detto l'ex giocatore e allenatore Nevio Scala.

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CHI ERA CESARE MALDINI. Giocatore e poi allenatore, bandiera del Milan e ct della Nazionale, padre di Paolo che seguì con successo le sue orme, Maldini si è spento nella notte tra sabato e domenica scorsi. Triestino, mosse i primi passi nella squadra della sua città, la Triestina, con cui esordì nel calcio professionistico e della quale diventa presto capitano. Nel 1954 il passaggio al Milan. Con i rossoneri, contribuì a mettere in bacheca quattro scudetti e la prima storica Coppa dei Campioni, sollevata a Wembley dopo aver battuto il Benfica di Eusebio. Maldini chiuse la carriera da giocatore nel Torino, stagione 1966-67. In Nazionale collezionò 14 presenze e disputò il Mondiale 1962 in Cile.

Lunga anche la sua successiva carriera da allenatore, iniziata al Milan come vice di Nereo Rocco. In seguito guidò Foggia e Ternana, nel 1978 passò al Parma che riuscì a far promuovere dalla C1 alla Serie B. Nel 1980 partì la sua esperienza nelle file azzurre: per sei anni ricoprì il ruolo di vice di Bearzot, quindi dal 1986 assunse la guida della Nazionale Under 21 con la quale si laureò tre volte Campione d'Europa. Nel 1996 la promozione alla Nazionale maggiore, sconfitta ai rigori dalla Francia nell'Europeo 1998. In seguito, Maldini rassegnò le dimissioni.

Successivamente, il ritorno al Milan in qualità di coordinatore degli osservatori e di nuovo in panchina, da direttore tecnico, al fianco di Tassotti. Il duo sostituisce Zaccheroni dal marzo al giugno 2001. Tornò a guidare una nazionale a fine anno, chiamato dal Paraguay: Maldini condusse i sudamericani al Mondiale di Corea del Sud e Giappone. Dopo il ko con la Germania negli ottavi, le dimissioni. Negli ultimi anni Maldini ha anche lavorato come opinionista televisivo.

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