Martedì 09 Gennaio 2018 - 09:00

Centrodestra, Berlusconi: "Punto al 45%". E assicura: "Maroni non avrà ruoli di governo"

Il leader di Forza Italia fiducioso in vista del voto. L'attacco al M5S: "Non hanno mai amministrato neppure un condominio e i risultati si vedono"

Silvio Berlusconi fiducioso in vista del voto del 4 marzo. "Il centrodestra, trainato da Forza Italia, è in continua crescita. Stiamo raggiungendo quota 40% che dovrebbe garantire la maggioranza assoluta in Parlamento. Però mancano due mesi alle elezioni. Abbiamo ampi margini di crescita. Punto al 45% di coalizione", dichiara in un'intervista a Circo Massimo su Radio Capital. Sul Roberto Maroni, che ha deciso di non ricandidarsi alle regionali in Lombardia, chiarisce: "Escludo nella maniera più assoluta" un ruolo politico e di governo per lui. Non c'è "nessun accordo segreto con Maroni - aggiunge il leader azzurro -. Se motivi personali lo spingono a scegliere di non ricandidarsi in Lombardia è impensabile si possano ipotizzare per lui ruoli politici e tanto meno impegni di governo".

"Non c'è nessuna resa" alla Lega sulla candidatura di Attilio Fontana, precisa l'ex Cav, "nelle coalizioni non si combatte si dialoga". "Per la Lombardia stiamo valutando la proposta della Lega dell'avvocato Fontana. Da Sindaco di Varese si è dimostrato un amministratore valido e apprezzato. Stiamo attendendo i sondaggi sul confronto tra Gori/Fontana o Gelmini/Gori". "Quella di Maroni è una scelta personale che rispetto. Lo dobbiamo ringraziare per il lavoro fatto alla guida della Lombardia e guardare con serenità e fiducia al futuro - prosegue Berlusconi - I cittadini conoscono i buoni risultati conseguiti dal governo di Centrodestra in Lombardia. Confermeranno il loro voto alla coalizione e noi ci assumeremo la responsabilità di guidare nuovamente una regione così importante per l'economia italiana".

E ai microfoni di Radio24, anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, commenta il passo indietro del governatore. "Se lasci la Regione Lombardia che vale più di tanti ministeri evidentemente non puoi metterti a fare altro in politica".

CAPITOLO M5S E PD. Parlando dei principali avversari, il leader di Forza Italia afferma: "I Cinque Stelle non hanno mai amministrato neppure un condominio, e i risultati si vedono, quando - come avviene a Roma - hanno delle responsabilità di gestione. Il collasso vero e proprio della nostra capitale è l'emblema di quello che succederebbe se governassero in Italia". Per Berlusconi i pentastellati "non hanno alcuna esperienza né competenza, la gran parte di loro non sa cosa significhi lavorare, ma neppure cosa significa governare".

Non manca poi un riferimento al Pd e a Renzi. "Non ricordo di aver mai definito Renzi il mio erede. Renzi ha avuto il merito di rompere davvero con la storia post-comunista, ma non è riuscito a sostituirla con un'altra anima e un'altra identità: il Pd è ridotto a un semplice gruppo di potere, senza valori e senza prospettive". "La crisi del Pd, non è responsabilità solo di Renzi, è la crisi della sinistra che non è in grado di rispondere alle nuove esigenze del 21° secolo - spiega Berlusconi - In tutta Europa è come in Italia: l'alternativa è fra moderati, liberali, cristiani che si riconoscono nel PPE, e i movimenti ribellisti, pauperisti, giustizialisti". Il leader azzurro definisce inoltre la proposta di abolire il canone Rai e trasferirmne il costo sulla fiscalità generale "incomprensibile".  "Continuerebbero a pagarlo gli italiani". 

Infine sul capitolo del simbolo del partito precisa: "Io sono il presidente di Forza Italia. Non l'ho voluto io il nome nel simbolo, ho accettato la decisione dei dirigenti di Forza Italia. Diciamo che questo simbolo ha il valore di un auspicio, di una speranza".  

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