Lunedì 31 Ottobre 2016 - 21:30

Terremoto, migliaia di sfollati tra Marche e Umbria. Renzi: No a soluzioni calate dall'alto, container prima di Natale / VIDEO-FOTO

Notte difficile in Centro Italia, alle ore 4,27 sisma di magnitudo 4.2 con epicentro Norcia, dove ieri è crollata la basilica di San Benedetto. Errani e Curcio invitano a trasferirsi negli alberghi

Forti scosse di terremoto nel centro Italia: i danni e i soccorsi

"Le persone non vedono la fine di questo terremoto. Noi abbiamo scelto il metodo del massimo coinvolgimento dei cittadini e vogliamo continuare a usarlo. Nessuno vuole calare dall'alto le decisioni. Massima condivisione e massimo coinvolgimento". Così il premier Matteo Renzi in conferenza a palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri straordinario sul terremoto. "Abbiamo fatto un'ordinanza per l'estensione dei poteri straordinari di emergenza al capo della protezione civile Fabrizio Curcio" ha aggiunto Renzi. "Nelle prossime 72 ore faremo un decreto d'urgenza per il nuovo sisma". 

CONTAINERS PRIMA DI NATALE. "Dobbiamo portare dei containers prima di Natale, ma speriamo anche prima, in  modo da riportare i cittadini nelle loro terre. Per questo faremo un decreto apposta nelle prossime 72 ore che vedremo se annettere poi all'altro" ha sottolineato il presidente del Consiglio. "Da dicembre a cinque-sei mesi, immaginiamo di avere in estate le persone che vanno nelle casette di legno. Infine potranno tornare nelle loro case dopo la ricostruzione". "Facciamo nelle prossime 72 ore un decreto legge per i container, per aumentare il personale amministrativo dei Comuni colpiti e per fissare tempi più brevi possibili" ha precisato Renzi.

 

LA NOTTE. E' stata una notte difficile in Centro Italia dopo la scossa di magnitudo 6.5 che ieri mattina ha risvegliato gran parte del Paese alle 7.41. L'epicentro è stato tra le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, a 7 km da Castelsantangelo Sul Nera, 5 km da Norcia e 17 km da Arquata del Tronto. Più forte del 24 agosto, più del terremoto dell'Aquila: mai la terra ha tremato così dal 23 novembre 1980, data del terremoto dell'Irpinia. La terra non smette di tremare, la scossa più forte della notte è stata alle ore 4,27 con epicentro ancora a Norcia, in provincia di Perugia, e una profondità di 11 chilometri. Scossa simile anche questa mattina alle ore 8.05. La situazione è difficile. "Il danno è estremamente grave e diffuso". Così Titti Postiglione, della Protezione civile. "Se per il terremoto del 24 agosto abbiamo avuto 70mila istanze per sopralluoghi, adesso questo numero salirà".
 

15MILA ASSISTITI.  Sono oltre quindicimila le persone assistite dal Servizio nazionale della protezione civile in seguito al forte terremoto che ieri mattina ha colpito il territorio dell'Italia centrale già interessato dalle scosse del 24 agosto e del 26 ottobre. In particolare, oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone nella Regione Umbria e altre settemila nella regione Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. I dati, riferiti alla tarda serata di ieri, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive - prevalentemente a San Benedetto del Tronto -, presso le abitazioni del progetto C.A.S.E. nel comune dell'Aquila o nei MAP localizzati in altri comuni d'Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

 

 "Al momento la situazione continua a rimanere sotto controllo con vigili del fuoco e polizia che presidiano la città - attivati da segnalazioni - che vanno a verificare o controllare qualunque tipo di crepa o cedimento possa verificarsi". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi a margine della conferenza in Campidoglio.
 

CENSIMENTO SFOLLATI. Fortunamente non si sono registrate vittime, solo "una decina di feriti lievi" come ha confermato in un punto stampa il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. La macchina dei soccorsi è pienamente operativa: 1.300 gli uomini in campo, ha spiegato il ministro dell'Interno Angelino Alfano. E' in corso il censimento degli sfollati. I numeri potrebbero essere altissimi: decine di migliaia.  "In stretto raccordo con i Sindaci e le sale operative delle Regioni Umbria e Marche si sta lavorando a un primo censimento, comune per comune, delle persone da assistere". E' quanto si legge in una nota della protezione civile. A Norcia, il sindaco Nicola Alemanno ha spiegato che nella cittadina umbra potrebbero esserci 3 mila sfollati.  Sono oltre un centinaio i comuni delle Marche che hanno segnalato crolli. 

SITUAZIONE COMPLESSA. La situazione" dell'accoglienza "si fa sempre più complessa, con un numero che si allarga. Ci sono situazioni molto differenziate. Siamo a poche ore da un terremoto gravissimo, che si porta dietro la complessità di scosse precedenti". Così Titti Postiglione, della Protezione civile. "Lasciatemi ringraziare tutti i sindaci e la macchina dell'accoglienza sulle coste - ha aggiunto -che ci ha permesso di trascorrere la notte". 

560 SCOSSE MINORI. Dopo l'evento di ieri mattina, 30 ottobre, alle 07:40 ora italiana di magnitudo M 6.5, sono stati localizzati complessivamente circa 560 eventi sismici in tutta l'area interessata dalla sequenza di questi mesi. Alle ore 11:00 sono 207 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 18 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dopo il forte terremoto di ieri mattina.

BASILICA CROLLATA. La foto simbolo di questo nuovo disastro è quella della basilica di San Benedetto di Norcia, sbriciolata dalla scossa: il campanile è venuto giù, mentre la facciata è rimasta parzialmente in piedi. "La basilica è crollata", twittano i monaci della chiesa del Trecento, che sul sito dei benedettini fanno sapere di stare bene. Pesanti i crolli nella cittadina umbra, chiusa la città muraria: alcune suore sono state soccorse dai vigili del fuoco, mentre i fedeli si sono inginocchiati in piazza a pregare. Sei feriti sono stati estratti dalle macerie dai vigili del fuoco e sono stati portati a Foligno in elicottero. L'ospedale di Cascia, dove si registrano alcuni feriti, a una decina di chilometri da Norcia, è stato evacuato. Diversi i crolli nel maceratese, colpito dal terremoto di mercoledì scorso: al momento non si registrano feriti. Qualche danno all'ospedale di Fermo, nelle Marche, dove però non sarebbe stata fatta una ordinanza di sgombero della struttura ospedaliera. Le verifiche sono comunque in corso. All'Inrca di Ancona che ospita degli anziani sono stati fatti uscire gli ospiti dalla struttura per precauzione.

 

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CROLLI AD AMATRICE. Per i paesi sconvolti dal sisma di agosto è un incubo che non finisce. Giù anche la torre civile di Amatrice, uno dei pochi edifici ancora in piedi. Crolli anche ad Accumuli. Disagi anche per la viabilità. "Ci sono problemi dappertutto. La viabilità è fortemente compromessa, per gli aiuti bisogna muoversi attraverso i canali istituzionali per non intasare le strade", è l'appello di Curcio. Domani le scuole resteranno chiuse a Roma (anche nidi), a L'Aquila, a Rieti e nelle province di Ascoli e Pesaro. Intanto il Consiglio dei ministri straordinario convocato d'urgenza si riunirà domani alle 17 a palazzo Chigi.

ERRANI E CURCIO INVITANO A TRASFERIRSI IN ALBERGHI. "Serve impegno e serenità, nelle prossime ore e nei prossimi giorni costruiremo il percorso. Non ha senso dormire in macchina, nessuno vuole deportare le persone ma vogliamo che abbiano la possibilità di vivere una notte tranquilla. Costruire oggi una strategia non ha senso, dobbiamo gestire l'emergenza dell'ultima scossa", ha detto, ieri, il commissario alla ricostruzione, Vasco Errani dopo un vertice a Norcia. "Alcune persone hanno aderito alla proposta di trasferirsi negli alberghi sulla costa, sono già partiti 6-7 bus. Lo spostamento è la soluzione migliore, dobbiamo stabilire una strategia generale e abbiamo bisogno di qualche ora per capire le necessità effettive e finire l'elencazione del numero delle persone che hanno la casa non agibile", ha ribadito Curcio. "La tendopoli è comunque passaggio temporaneo e questa non è una questione che non si risolve in pochi giorni. Andare in albergo significa passare una notte sicuramente migliore", ha spiegato ancora il capo della protezione civile. 

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