Sabato 28 Ottobre 2017 - 08:30

Catalogna, poteri a Rajoy. Puigdemont: "Non vogliamo la ragione della forza"

Si tratta dell'avvio del commissariamento della regione

Spain's PM Rajoy delivers a statement after an extraordinary cabinet meeting at the Moncloa Palace in Madrid

La vice premier spagnola, Soraya Saenz de Santamaria, ha assunto la funzione di presidente della Generalitat di Catalogna, in attesa delle elezioni anticipate fissate al 21 dicembre. Sostituisce Carles Puigdemont, rimosso assieme al suo governo e agli alti funzionari catalani in applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, cui il Senato ha dato il via pochi minuti dopo che il Parlament di Barcellona aveva approvato la dichiarazione d'indipendenza dalla Spagna.

La nazione ha tenuto il fiato sospeso per tutto il giorno, trascorso in una calma guardinga e tesa. A interromperla, l'annuncio che il Govern locale ha deciso di riunirsi perché non riconosce le decisioni di Madrid, le pacifiche manifestazioni unioniste in varie piazze, e una "dichiarazione istituzionale" di Puigdemont. Trasmessa alle 14.30 dall'emittente catalana Tv3, era stata preregistrata a Girona, dove il politico fu sindaco.

In appena tre minuti, Puigdemont non si è apertamente opposto alla propria rimozione, ma è stato chiaro: "La nostra volontà è continuare a lavorare per rispettare i mandati democratici", ha detto, a fianco di una bandiera europea e di una catalana. "Continueremo a lavorare per costruire un Paese libero", ha aggiunto, e ha poi invitato i cittadini a impegnarsi in una "opposizione democratica all'applicazione dell'articolo 155". Il ministro per il Territorio, Josep Rull, è invece stato il primo membro del Govern rimosso a twittare: "Andiamo avanti". Fonti del governo di Madrid hanno detto di non attribuire valore alle parole di Puigdemont, ricordando che il suo incarico è finito "a tutti gli effetti" e che ora delle sue azioni "risponde davanti alla giustizia".

Tramite Reuters Tv ha commentato anche il portavoce del governo spagnolo, Inigo Mendez de Vigo. Se Puigdemont vorrà continuare a fare politica, ha detto, "cosa che è suo diritto, penso dovrebbe prepararsi per le prossime elezioni". E se rifiutasse di lasciare l'incarico, allora l'esecutivo di Rajoy reagirà con "intelligenza e buonsenso", ha sottolineato ancora, ricordando che "nessuno è al di sopra della legge".

Nel frattempo, poiché la Gazzetta ufficiale (Boe) ha pubblicato il decreto di dissoluzione del Parlamento, i partiti avranno tempo fino al 17 novembre per decidere di presentarsi. Ha assunto il nuovo incarico anche il nuovo capo dei Mossos d'Esquadra, che sostituisce Josep Lluis Trapero, indagato per sedizione. Trapero ha salutato i suoi ex agenti invitandoli ad agire con "lealtà", rispettando il nuovo comando. Ha preso il suo posto il numero due della polizia catalana, Ferran Lopez. Secondo fonti del ministero dell'Interno, citate dalla Vanguardia, è stato scelto per rispettare la gerarchia del corpo.

Sul fronte giudiziario, la procura generale aveva in programma oggi, sabato, una riunione per ultimare i dettagli sulle incriminazioni nei confronti dei membri del governo catalano e della Mesa del Parlament. La presentazione delle incriminazioni, secondo La Vanguardia, potrebbe avvenire lunedì. Intanto, Madrid ha anche destinato una lamentela all'emittente catalana Tv3, perché ha presentato Puigdemont come presidente della Generalitat, omettendo il fatto che sia stato destituito. L'emittente avrebbe dovuto essere commissariata, secondo la bozza iniziale del pacchetto di misure ex art.155, ma Madrid aveva poi fatto un passo indietro.

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