Giovedì 19 Ottobre 2017 - 10:00

Sabato il governo di Madrid si riunirà per sospendere l'autonomia della Catalogna

Scaduto l'ultimatum. Puigdemont non risponde con chiarezza e rilancia: "Indipendenza se verrà attivato l'articolo 155"

Barcellona, manifestazione contro l'indipendenza catalana

Il tempo è scaduto. Carles Puigdemont, presidente della Generalitat catalana, ha inviato una lettera di risposta al premier spagnolo Mariano Rajoy in cui si precisa che verrà dichiarata l'indipendenza se resterà la mancanza di dialogo e se Madrid attiverà l'articolo 155 della Costituzione per commissariare di fatto la Catalogna.

Come riporta il quotidiano catalano La Vanguardia, nella lettera, più breve di quella di lunedì, si insiste sul dialogo e il negoziato lamentando la repressione contro le aspirazioni indipendentiste della Catalogna.

Stando a quanto riferito dai media, il governo spagnolo considera la risposta 'negativa' e si riunirà sabato a Madrid per attivare l'articolo 155. Il governo ha fatto sapere in una nota di aver convocato un Consiglio dei ministri straordinario per approvare le misure che porteranno il Senato a "proteggere gli interessi generali degli spagnoli, tra cui i cittadini della Catalogna, e restaurare l'ordine costituzionale nella Comunità autonoma". Il Senato si riunirà per il suo assenso il 30 o 31 di ottobre.

Fonti del governo hanno spiegato che il calendario in vigore sinora prevedeva la riunione del Senato per il 27 di ottobre, sul presupposto che il Consiglio dei ministri si sarebbe riunito oggi. Rinviandolo a sabato, diventa praticamente impossibile rispettare quei tempi.Quando le misure saranno state approvate sabato, saranno inviate al Senato che dovrà riunire i suoi vertici, che si riuniranno probabilmente sabato 21 o lunedì 23 e dovranno decidere se dare seguito alle proposte tramite una Commissione generale delle comunità autonome oppure una Commissione congiunta, composta almeno da senatori della Commissione costituzionale.

Secondo fonti del governo sarà scelta la seconda opzione, perché sarebbe più agile. La Commissione dovrà riunirsi in due occasioni: una per richiedere al governatore catalano Carles Puigdemont di consegnare eventuale documentazione e comparire per motivare la propria posizione; la seconda per formulare una "proposta ragionata sul procedere o meno all'approvazione chiesta dal governo", il che significa che almeno in teoria le misure proposte dall'esecutivo potrebbero essere modificate.

Le misure saranno poi sottoposte ad approvazione nella successiva plenaria, dove è necessaria la maggioranza assoluta ma dove secondo le previsioni non ci saranno ostacoli all'assenso. I voti del gruppo popolare, di quello socialista e di Ciudadanos fanno sì che ci saranno almeno 214 senatori favorevoli, sul totale di 266 componenti.

Cosa prevede l'articolo 155

L'articolo 155 è semplice nella sua forma ma di delicata applicazione. Nessun governo, in 40 anni, ne aveva mai considerata l'adozione: per questo non è mai stato trasformato in legge. Si tratta quindi, come segnala il quotidiano catalano La Vanguardia, di una misura di carattere eccezionale che implica il controllo politico delle comunità autonome da parte dello Stato centrale.

Il testo prevede infatti che il governo possa adottare "le misure necessarie" per "obbligare" con la forza una comunità autonoma al rispetto "degli impegni" che la Costituzione, o altre leggi, impongono e, nel caso in cui fosse necessario, e per "proteggere" gli interessi generali della nazione. Le circostanze in cui farlo sono, ovviamente, che una comunità abbia violato la Costituzione o abbia intentato gravemente contro gli interessi generali.

La procedura stabilita dallo stesso articolo 155 prevede che innanzitutto il governo debba inviare una richiesta al presidente della comunità in questione. In questo caso, lo stesso premier Mariano Rajoy deve avvertire direttamente il presidente catalano Carles Puigdemont. In secondo luogo, il governo deve presentare la sua proposta di misure di controllo dell'autonomia al Senato, che le può approvare con maggioranza assoluta. A sua volta, la procedura di applicazione del 155 al Senato è regolata dall'articolo 189: il governo deve presentare una proposta chiara per ciascuna delle misure specifiche che intende adottare e la relativa possibilità di emendamenti. Anche se è stato oggetto di dibattito, gli esperti possono capire se, nel caso di procedure di emergenza, le misure possano essere approvate in modo diretto (in 2 o 3 giorni). La Vanguardia ricorda che il partito popolare di Rajoy possiede la maggioranza assoluta nel Senato spagnolo.

L'articolo 155 concede molto margine al governo centrale, a condizione che abbia l'approvazione del Senato. Il governo può infatti controllare le finanze della Generalitat, può dare ordini e assumere il controllo dei dipartimenti, può licenziare all'interno della pubblica amministrazione e può sciogliere il Parlamento. Quello che però non può fare è implementare misure che presuppongano cambiamenti dello Statuto o della propria Costituzione. Ecco perché esperti ritengono che il 155 non prevede una sospensione né, ancora meno, una soppressione, dell'autonomia. Tuttavia, è ovvio che questa sarebbe molto limitata dal controllo totale o parziale dell'amministrazione statale. L'applicazione dell'articolo non ha limiti temporali: quello che indica la Costituzione è che si debba applicare fino a che non verrà ripristinata "la normalità costituzionale".

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