Domenica 29 Ottobre 2017 - 11:30

Catalogna, Manifestazione a Barcellona. Il ministro belga: "Puigdemont potrebbe chiederci asilo"

Migliaia in piazza. Su Twitter, Theo Francken scrive che il pesidente catalano potrebbe rifugiarsi in Belgio per sfuggire all'arresto

Sacked Catalan President Carles Puigdemont delivers an address in Girona

Il presidente catalano "Puigdemont potrebbe chiedere asilo politico" in Belgio. Lo ha comunicato il ministro belga all'Asilo e alla Migrazione, Theo Francken, attraverso il suo account Twitter. La notizia era stata diffusa in precedenza dalla tv pubblica fiamminga VRT News. Il presidente catalano potrebbe rifugiarsi in Belgio per sfuggire all'arresto.

Intanto, è prevista per oggi a Barcellona una manifestazione a sostegno dell'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione per difendere l'unità della Spagna. Il corteo è stato convocato da Societat Civil Catalana per respingere "l'attacco senza precedenti nella storia della democrazia" che la dichiarazione d'indipendenza approvata dal Parlament ha rappresentato. L'associazione in un comunicato spiega che "l'applicazione dell'articolo 155 garantisce l'autogoverno in Catalogna e al momento è una misura necessaria per garantire il rispetto dello stato di diritto e delle leggi".I manifestanti unionisti scendono in piazza "a favore della democrazia, della convivenza e del dialogo all'interno della legge". 

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Le immagini trasmesse dalle tv spagnole e dai siti web mostrano migliaia di persone in strada con bandiere spagnole e catalane, assieme a grandi bandiere europee. Lo slogan della manifestazione è 'Tutti siamo Catalogna'. Sono presenti molti leader politici, tra cui la ministra della Sanità Dolors Montserrat, il leader del Ppc Xavier García Albiol, il presidente di Ciudadanos Albert Riversa e la leader catalana Ines Arrimadas, il primo segretario del Psc Miquel Iceta. Tra gli slogan che si sentono ci sono 'Viva Spagna e viva Catalogna', 'Puigdemont in carcere', 'Golpisti in prigione'. Alla fine della manifestazione prenderanno la parola l'ex ministro del Pp Josep Piqué, l'ex ministro socialista Josep Borrell e l'ex leader del Pce Paco Frutos. Sulla città volano elicotteri, mentre molte zone sono transennate per sicurezza, si vede nelle immagini diffuse dalla tv e dai media online.

Lo scorso 8 ottobre, il centro di Barcellona aveva già ospitato una mobilitazione contro l'indipendenza della Catalogna a cui avevano partecipato 350mila persone secondo le autorità (un milione per gli organizzatori). 

I partiti indipendentisti catalani, invece, rischiano di perdere la maggioranza nel Parlamento regionale alle elezioni in programma il prossimo 21 dicembre, dopo il commissariamento della Generalitat da parte del governo di Madrid. Lo sostengono alcuni sondaggi pubblicati dalla stampa spagnola, secondo cui si è assottigliato il margine tra le formazioni a favore dell'indipendenza della regione - quelle che venerdì hanno votato sì a una risoluzione per dichiarare la separazione della Spagna - e le formazioni unioniste, tra cui Popolari, Socialisti e Ciudadanos. Secondo la rilevazione realizzata da Sigma Dos per El Mundo, su un campione di 1000 intervistati, le formazioni indipendentiste si attestano al 42.5 per cento, mentre gli unionisti, considerati nell'insieme, arrivano al 43.4 per cento.

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