Mercoledì 24 Febbraio 2016 - 12:15

Caso Yara, testimone riconosce Bossetti in auto con la ragazza

Alma Azzolin, casalinga bergamasca, è rimasta colpita dagli occhi azzurri chiarissimi di lui e dall'apparecchio della 13enne

Caso Yara, una testimone riconosce Bossetti in auto con la ragazza

Alma Azzolin, casalinga di Trescore Balneario (Bergamo), testimoniando al processo a carico di Massimo Bossetti, ha detto di averlo visto in un periodo che va "da dopo Ferragosto ai primi di settembre del 2010, prima dell'inizio delle scuole" in compagnia di una ragazzina a bordo di una station wagon grigia nel parcheggio del cimitero di Brembate di Sopra (Bergamo). La donna ha spiegato ai giudici della Corte d'Assise di Bergamo di averlo riconosciuto "dallo sguardo quasi spiritato" e dagli "occhi azzurri chiarissimi, che sembravano quasi bianchi come quelli di una volpe", con la quale l'aveva "fissata con forte intensità" in occasione del loro incontro. Secondo la donna, la giovane era Yara.

"Accompagnavo tutti i martedì e i giovedì mattina mia figlia agli allenamenti della sua squadra di ciclismo", che partivano proprio dal centro sportivo di Brembate, ha spiegato la teste, "una mattina avevo bisogno di andare in bagno e sapevo che nel parcheggio del cimitero c'era un cassone. Quando ho posteggiato é arrivata anche una station wagon grigia che si è posizionata davanti a me". L'uomo alla guida "aveva occhi chiarissimi e mi ha fissato con insistenza", poi "ha fatto un giro con la sua macchina ed è andato a piazzarsi vicino alla siepe che delimita il parcheggio". A quel punto la donna è uscita dall'auto ed è entrata nel cimitero per utilizzare la toilette. "Proprio in quel momento è arrivata una ragazza che avrà avuto 13, 14 o 15 anni e indossava una maglietta rosa scuro, salmone scuro e aveva le gambe scoperte, ma non ricordo che pantalonci avesse. La ragazza - ha aggiunto la signora Azzolin - aveva i capelli lunghi mossi: è arrivata correndo e si vedevano ondeggiare. E poi è salita in auto".

La testimone ha spiegato che "entrando nel cimitero sono passata vicino all'auto e li ho guardati, la ragazza ha risposto al mio sguardo, ma io guardavo lui, che mi aveva impressionata e messa a disagio. Aveva occhi chiarissimi e mi fissava. Anche quando sono tornata indietro la ragazza mi dava le spalle ma lui continuava a fissarmi". Qualche giorno dopo la donna ha raccontato di aver riconosciuto la stessa persona mentre entrambi facevano la spesa all'Eurospin di Brembate. Trovandosi vicini alle casse, lo aveva riconosciuto "dagli occhi e dallo sguardo" anche se in quell'occasione l'uomo, che la testimone ha detto essere Bossetti, non l'aveva fissata. Dopo che il muratore di Mapello è stato arrestato e dopo averlo visto in tv, la signora ha avuto  l'impressione di averlo già incontrato, anche se non ricordava dove. "Un giorno, mentre guardavo 'La vita in diretta' ho visto una ripresa aerea di Brembate e del parcheggio del cimitero e mi è venuto in mente dove avevo visto quella scena", ha spiegato. A quel punto la donna, dopo essersi consultata con un carabiniere suo vicino di casa, è andata alla stazione di Trescore Balneario e ha raccontato l'episodio. La giovane "per me era Yara", ha detto la donna rispondendo alle domande dei difensori del muratore di Mapello, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Anche se i tratti del viso della ragazza non si sono impressi nei dettagli nella sua mente, la signora Azzolin ricorda "il particolare dell'apparecchio" dell'adolescente. Quando la ragazza era salita a bordo del veicolo dell'uomo dagli "occhi chiarissimi", la donna ha "pensato che fossero padre e figlia".

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  • redazione web
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