Martedì 21 Febbraio 2017 - 12:45

Caso Unar, Anddos difende Spanò e rivendica l'attività dei circoli

L'ex direttore si è dimesso dopo lo scandalo sollevato dalle Iene

Caso Unar, Anddos difende Spanò e rivendica l'attività dei circoli

"Esprimiamo la più profonda indignazione per la vicenda che ha coinvolto Francesco Spano, direttore dell'Unar, costretto alle dimissioni dopo il servizio andato in onda domenica 19 febbraio a 'Le Iene'. Il messaggio che è stato fatto artificiosamente passare è la sua presunta omosessualità, in palese violazione della privacy. Contestualmente è stato accusato di aver favorito un'associazione nell'attribuzione di fondi pubblici per presunti interessi personali basati solo su una presunta tessera". Così l'associazione culturale, Anddos, nell'occhio del ciclone dopo il servizio delle Iene, difende Francesco Spano, dimessosi dall'Unar per i fondi erogati all'associazione romana.

"Nella realtà, Anddos, l'associazione in questione, è stata ritenuta idonea al finanziamento a fronte di un bando con regole e procedure precise e di un progetto presentato in partenariato con "La Sapienza" Università di Roma. A seguito di una indagine interna, riteniamo di avere sufficienti elementi per affermare quale associazione si sia resa responsabile di una tale macchinazione - si legge sul sito dell'associazione - E' importante ricordare che l'UNAR non finanzia associazioni ma progetti, che abbiano una valenza sociale contro le discriminazioni, e che non esiste passaggio di denaro da Anddos alle proprie affiliate e viceversa. I soldi dei cittadini, quindi, non saranno usati per finanziare le attività dei circoli affiliati Anddos, che hanno piena autonomia giuridica".

"Il progetto che Anddos ha presentato all'Unar è finalizzato a sostenere e potenziare i Centri ascolto e antiviolenza Anddos (Caa), che forniscono assistenza psicologica, medica e legale gratuita a chi è vittima di discriminazioni o necessita di ascolto e informazioni sui temi della sessualità e della salute. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Università Sapienza di Roma e con l'associazione Wequal, annovera, tra le varie azioni, la formazione di operatori e operatrici di prima accoglienza per le diverse sedi Caa in tutto il territorio nazionale e un programma innovativo di auto-mutuo aiuto. Anddos, Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale, è una realtà che annovera al proprio interno una pluralità di soggetti, dai circoli ricreativi, come pub, saune e discoteche, a quelli culturali, e promuove servizi essenziali come le informazioni sulle IST e la distribuzione di oltre un milione di preservativi l'anno, sostenendo anche strumenti quali il portale One Question, che si avvale della collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità", continua la nota.

"L'associazione rivendica con orgoglio l'attività dei propri circoli ricreativi, che ha permesso a intere generazioni di persone, omosessuali e non solo, di poter iniziare a vivere in serenità la propria identità,  sperimentando anche la dimensione della sessualità in luoghi sicuri, al riparo da occhi giudicanti e dai rischi del web. Abbiamo, altresì, da sempre contrastato ogni forma di prostituzione nei nostri circoli, come prova il nostro statuto, le circolari inviate ai circoli e i provvedimenti di espulsione di chi è stato sorpreso in questi eventi. E' grave che per il proprio orientamento sessuale una persona possa essere messa in discussione nella propria rettitudine e nella propria professionalità di dirigente della pubblica amministrazione, pur avendo svolto la propria mansione di lotta alle discriminazioni con serietà e imparzialità. L'unica accusa si restringe al fatto di aver inserito l'omofobia e le altre criticità legate alle persone Lgbti tra le priorità del proprio ufficio", conclude Anddos.

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