Lunedì 14 Marzo 2016 - 20:45

Caso Regeni, pm Italia-Egitto: Più collaborazione per verità

Questa la sintesi dell'incontro tra autorità giudiziaria egiziana e procuratore capo della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone

Manifestazione per Giulio Regeni davanti l'Ambasciata di Egitto

Più collaborazione tra Italia ed Egitto per arrivare alla verità sulla morte di Giulio Regeni e indagini dal Cairo sotto la diretta supervisione del procuratore  generale della Repubblica Araba di Egitto Nabil Ahmed Sadek. È questa la sintesi della nota congiunta al termine dell'incontro tra autorità giudiziaria egiziana e procuratore capo della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone che oggi si è recato in Egitto con il pm Sergio Colaiocco per una riunione sul caso Regeni. "Entrambe le parti - recita la nota - hanno  convenuto di incrementare la loro collaborazione diretta per arrivare a prove concrete e ad arrestare i colpevoli". 

"Nel pomeriggio del 14 marzo 2016 si è tenuto nell'ufficio del Procuratore generale della repubblica Araba d'Egitto e su invito di quest'ultimo, un incontro con il dottor Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, ed il dottor Sergio Colaiocco, sostituto, un incontro per discutere della morte del cittadino italiano Giulio Regeni", si legge nel comunicato.
"Durante l'incontro - prosegue la nota - entrambe le parti si sono scambiate importanti informazioni riguardo il caso Regeni, si è convenuto su uno scambio reciproco di punta di vista riguardanti l'indagine e concordato che queste siano condotte con grande impegno".

"Il procuratore egiziano - conclude il comunicato - ha chiarito alla sua controparte italiana che le indagini egiziane proseguiranno sotto la sua diretta supervisione. Gli italiani da parte loro, si sono offerti di assistere l'ufficio incaricato in Egitto con informazioni riguardo l'accaduto. Un fatto questo che è stato molto apprezzato dall'ufficio incaricato in Egitto. Entrambe le parti hanno convenuto un incontro fra le polizie. il vertice avverrà molto presto a Roma". La riunione, e il comunicato congiunto che le ha fatto seguito, almeno sulla carta segnano una fase nuova dopo settimane di polemiche nelle quali, a più riprese, il Governo italiano aveva chiesto maggior collaborazione e trasparenza da parte dell'Egitto sulle indagini sulla morte del ricercatore friulano.
 

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