Martedì 23 Febbraio 2016 - 09:15

Wikileaks, Berlusconi spiato da Nsa: Convocato ambasciatore Usa

Insorge Forza Italia: "Inaccettabile". Renzi: "Chiediamo chiarimenti e informazioni sulla vicenda"

Caso Nsa, WikiLeaks: Usa spiarono anche Berlusconi e Ban Ki-moon

Silvio Berlusconi spiato dalla National Security Agency statunitense (Nsa) dal 2008 al 2011, nel pieno delle sue funzioni di presidente del Consiglio. Wikileaks colpisce ancora e,  come rivelato da Repubblica e l'Espresso, pubblica i nuovi documenti che rivelano lo spionaggio della Nsa nei confronti di diversi leader mondiali, tra cui, oltre a Berlusconi, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.  In rete una conversazione tra Netanyahu e Berlusconi e  l'incontro privato tra Berlusconi, Merkel e l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy. Nello specifico i documenti pubblicati dall'organizzazione di Assange, Netanyahu chiede a Berlusconi sostegno nei rapporti con l'amministrazione americana guidata dal presidente Barack Obama, mentre Sarkozy mette in guardia l'ex primo ministro italiano sui pericoli del sistema bancario del suo Paese.

 

 

In Italia non è solo il partito dell'ex Cav a insorgere. La Farnesina ha infatti convocato l'ambasciatore degli Stati Uniti d'America, John Phillips, per avere chiarimenti, una richiesta di informazioni "anche formale" anticipata dallo stesso premier Matteo Renzi. Tutto questo però non basta. Renato Brunetta giudica "debole e insufficiente" la reazione di Renzi, perché "servono azioni serie e decise". I capigruppo di Camera e Senato azzurri già questa mattina avevano definito "gravissime e di inaccettabile ingerenza" le pubblicazione delle intercettazioni chiedendo al presidente del Consiglio di "riferire su queste gravi notizie" e di attivarsi "sin da subito per l'ormai irrinunciabile istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del 2011 e sulla crisi borsistica-bancaria del 2015-2016". Nunzia De Girolamo chiede l'intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sicura che il capo dello Stato "saprà agire con fermezza ed equilibrio ma non è più tempo di mezze misure"

Più cauta Maria Stella Gelmini, che giudica "opportuna la convocazione alla Farnesina dell'Ambasciatore Usa" a patto che "tutto non finisca in burla - vista la sensibilità del governo italiano alle sollecitazioni delle diplomazie forti - occorre un gesto chiaro e inequivocabile dell'attuale presidente del Consiglio. Ne va della dignità del nostro Paese. Rammaticata ma non stupita Deborah Bergamini: "Nulla di nuovo, purtroppo. Ma un'ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l'ultimo governo scelto dagli italiani è stato abbattuto senza rispettare le regole della democrazia né della sovranità nazionale italiana".

Anche il Movimento 5Stelle interviene sulla questione e, Berlusconi a parte, Alessandro Di Battista si concentra sul fatto che "è inaccettabile che il presidente del Consiglio della Repubblica italiana sia stato spiato da un paese alleato. Essere alleati degli Usa non significa essere sudditi". Secondo il deputato pentastellato inoltre "Renzi fa la solita sceneggiata chiamando l'ambasciatore Usa. Ma gli dirà soltanto di stare tranquillo, che la missione in Afghanistan, l'acquisto degli F35 e l'approvazione del folle trattato di libero commercio con gli Stati Uniti (quel TTIP che distruggera' la piccola impresa agricola nazionale) non subiranno alcun contraccolpo".

A nome dell'Europa parla invece il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz: "Non è giusto che paesi alleati si intercettino a vicenda. Se è vero, e io credo che lo sia, che i servizi segreti americani hanno ascoltato leader europei come Merkel, Sarkozy e Berlusconi è un fatto molto grave". Secondo Schulz infatti "l'Europa dovrebbe rispondere in maniera diversa agli americani, perché poi non ci si può meravigliare se gli Stati europei restano scettici davanti all'idea di condividere dei dati sensibili con l'intelligence americana".

 

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