Lunedì 30 Maggio 2016 - 19:30

Caso Cucchi, assolto funzionario del Prap Marchiandi

Secondo l'accusa, aveva agito per evitare il ricovero in un ospedale pubblico e 'insabbiare' il pestaggio

Caso Cucchi, assolto funzionario del Prap Marchiandi

La prima sezione della Corte d'Appello di Roma ha assolto Claudio Marchiandi, "perché il fatto non sussiste", nell'ambito del processo sulla morte di Stefano Cucchi. Marchiandi, funzionario del Prap (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria) era accusato di falso, favoreggiamento e abuso d'ufficio per aver contribuito a falsificare le reali condizioni di Cucchi per consentire il suo ricovero nell'ospedale Pertini dove esiste una struttura protetta per i detenuti. Secondo il pg Eugenio Rubolino, Marchiandi aveva agito per evitare il ricovero in un ospedale pubblico, nel tentativo di aiutare gli agenti della penitenziaria a eludere le investigazioni sul pestaggio di cui era stato vittima il giovane.

Marchiandi era tornato davanti alla Corte d'Appello dopo l'annullamento da parte della Cassazione dell'assoluzione ottenuta in secondo grado. In primo grado, nel gennaio 2011, era stato condannato, con rito abbreviato, a due anni di reclusione. Pena della quale il pg aveva chiesto la conferma.

Stefano Cucchi è morto il 22 ottobre del 2009, all'ospedale Pertini di Roma. Era stato arrestato una settimana prima per detenzione di droga, la sera del 15 in via Lemonia, nei pressi del Parco degli Acquedotti. Il 27 maggio si è aperto davanti alla terza corte d'assise d'appello il processo bis sulla morte del giovane nel quale sono imputati cinque medici dell'ospedale romano che secondo l'accusa avrebbero abbandonato il giovane negandogli le cure necessarie e provocandone la morte.

Intanto è ancora in corso la perizia medico legale sul caso nell'ambito dell'inchiesta bis della procura di Roma che vede indagati cinque carabinieri. Il nuovo incidente probatorio, in corso a Bari, ha il compito di rivalutare il quadro di lesività sul corpo del giovane anche al fine di stabilire la sussistenza o meno di un nesso di causalità tra le lesioni subite a seguito del pestaggio e la sua morte.

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