Giovedì 13 Luglio 2017 - 11:30

Cars 3, regista Pixar: I traguardi di chi ami sono più importanti dei tuoi

Brian Fee, il regista del terzo film di "Cars" presenta il cartone a Roma. Nel cast italiano Sabrina Ferilli, J-Ax e La Pina

Era il 2006 quando il primo Cars arrivava nelle sale di tutto il mondo. Fu subito amore: bambini e adulti impazzirono per quelle macchinine antropomorfe che insegnavano il rispetto e l’umiltà, il potere dell’amicizia e la fragilità del successo. Era piaciuto talmente tanto che cinque anni dopo la Disney Pixar realizzò un sequel, Cars 2, frantumato invece dalla critica e ignorato dal pubblico.

A settembre, oltre undici anni dopo il primo capitolo, John Lasseter ci riprova con Cars 3. Oggi che è il numero uno dei Pixar e dei Walt Disney Animation Studios, ha deciso di lasciare la regia a un esordiente, Brian Fee, che agli studi di Emeryville lavora dal 2003 come stort artist. “Ho vissuto molto la pressione – ammette alla stampa, durante la conferenza a Roma di presentazione del film -, non avevo mai diretto niente prima e John Lasseter mi ha affidato il nuovo capitolo di una saga che gli sta particolarmente a cuore. Ma mi sono fidato di lui, del fatto che avesse scelto proprio me, che confidasse che potessi farlo io questo film”.

“Lasseter  - continua Fee – è stato coinvolto tantissime volte nel processo di scrittura e ci ha dato molti suggerimenti, ma mi ha colpito il fatto che sia riuscito a essere presente e a dare un contributo senza prendere il controllo, lasciandoci lo spazio per raccontare la storia che noi volevamo raccontare”. E il metodo sembra azzeccato dal momento che il film, già uscito negli Stati Uniti, ha superato i 160 milioni di dollari di incasso. Questa volta il pilota Saetta Mcqueen non è più l’asso delle corse: è invecchiato, sono arrivate auto più giovani e lui deve adattarsi e cambiare per poter proseguire la sua carriera.

 

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“Ci siamo chiesti cosa avrebbe provato il nostro protagonista a dieci anni dall’inizio della sua carriera e da lì abbiamo iniziato a lavorare”, spiega il produttore Kevin Reher. La risposta a questa domanda è un film molto realistico in cui si sono riconosciuti anche ex piloti, come Gianfranco Mazzoni e Ivan Capelli che per la versione italiana sono, sin dal primo Cars, i telecronisti delle corse, sulla scia del loro effettivo mestiere alla Rai. “Attraverso i film di questa saga Pixar – ammette Capelli - ho vissuto il mio ruolo a 360 gradi: l’apice della carriera, l’arrivo dei giovani, il ritiro dalle gare e la necessità di reinventarsi. È tutto estremamente reale”.

Ma non è questo l’unico tema del film. “Ciò che più mi premeva trasmettere – spiega il regista del cartone animato – è che vedere i traguardi raggiunti da qualcuno a cui tieni può essere la cosa migliore della vita. Credo che accada soprattutto quando si diventa genitori. Io, per esempio, non sono più la stessa persona di quando andavo al college: tutto quello che voglio fare ora è stare con le mie figlie, parlare con loro e guardare il mondo attraverso i loro occhi. La gioia di guardare i successi delle mie figlie è molto più forte di ciò che provo quando un successo lo raggiungo io. Cars 3 è un film su cosa vuol dire diventare genitori”.

Nel cast italiano tornano i doppiatori storici della saga: Pino Insegno (Chick Hicks) e Sabrina Ferilli (Sally). “È un’emozione ogni volta doppiare un film Disney – dice Insegno - perché è completamente diverso da quando si presta la voce a un attore. Quel personaggio sei e sarai sempre tu”. Ferilli ha lodato la macchinina che interpreta: “Sally è molto simile a me, vuole aiutare la sua comunità, incitando le persone e dicendo che nella partecipazione c’è il riscatto”.

Tra le new entry in sala doppiaggio invece il rapper J-Ax e la conduttrice radiofonica La Pina, entrambi molto felici di essere stati coinvolti nel progetto. “Sono fan della Pixar dal primo giorno, quindi sono stato molto emozionato all’idea di dare la voce allo speaker della Corsa Crazy 8”, dice J-Ax. “Io ho persino Bambi tatuato sulla mano, amo la Disney”, conferma La Pina.  

Dopo la morte di Cesare Barbetti, il personaggio di Doc Hudson – tornato attraverso dei flashback – è stato affidato a Ugo Pagliai: “È un onore per me doppiare il personaggio che fu di Paul Newman”. In lingua originale, la voce non è cambiata: è ancora la leggenda di Hollywood a parlare. È stato possibile grazie al recupero di una lunga telefonata in cui Newman parlava con l’allora regista di Cars, John Lasseter, di molti temi: dalle corse ai consigli di vita. “Avevano lasciato per caso il registratore acceso. Siamo stati molto fortunati: il film non sarebbe stato così potente se non avessi disposto di queste registrazioni”, ammette il regista Brian Fee

Scritto da 
  • Corinna Spirito
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