Venerdì 04 Marzo 2016 - 13:15

Carboni: Non condivido polemiche su festeggiamenti per Dalla

Quattro anni fa, esattamente il 1° marzo, scompariva il grande cantautore Lucio Dalla. In questi giorni, a Bologna, i suoi concittadini piangono questo anniversario, ma per molti le istituzioni avrebbero fatto poco per onorarne la memoria

Luca Carboni

 Quattro anni fa, esattamente il 1° marzo, scompariva il grande cantautore Lucio Dalla. In questi giorni, a Bologna, i suoi concittadini piangono questo anniversario, ma per molti le istituzioni avrebbero fatto poco per onorarne la memoria (leggi anche la posizione di Gaetano Curreri degli Stadio) . LaPresse ha chiesto il parere a Luca Carboni, che quando incontrò Dalla scriveva canzoni ed era uno stimato chitarrista, ma fu proprio Lucio a dare una nuova 'rotta' alla sua carriera, portando alla luce in lui la vocazione del cantante.

                                                                                           

Sullo stesso tema leggi anche:  Gaetano Curreri: Lucio Dalla andrebbe ricordato sempre,   Pupi Avati ricorda Lucio Dalla: Errore non aprire sua casa-museo,   Iskra Menarini: Lucio Dalla avrebbe voluto più 'confusione',   Shel Shapiro: Nessun evento per Lucio Dalla? Gesto di pudore

 

Luca, hai sentito parlare delle polemiche di questi giorni, secondo cui Lucio Dalla non sarebbe stato ricordato in modo adeguato dalle istituzioni?
 

Ho letto di queste polemiche, ma non sono d'accordo. E' già stato fatto tanto ogni anno per Lucio, per esempio qualche anno fa abbiamo fatto un concerto in diretta sulla Rai, ma non si può fare un evento ogni anno, perché rischierebbe di diventare qualcosa di forzato. Secondo me per un cantautore come lui la cosa più importante sarebbe che ognuno di noi, a livello personale, dedicasse del tempo ad ascoltare le sue poesie. Io non amo tanto le ricorrenze organizzate a livello istituzionale, e Lucio ormai non deve essere più celebrato istituzionalmente, perché non ne ha nessun bisogno: è bello ricordarlo ascoltandolo e viverlo come se fosse ancora vivo.

Hai frequentato a lungo Dalla. Ci regali un ricordo inedito, che riguarda la vostra amicizia?
 

I ricordi con Lucio sono davvero tanti, ma ne ho in mente uno in particolare. A Lucio piaceva 'indovinare' le persone e, quando ci siamo conosciuti, io scrivevo canzoni ma non le cantavo e nemmeno sognavo di farlo. Lui, appena mi vide, mi disse che avrei dovuto cantare quello che scrivevo, indovinando una cosa che poi si è realizzata. Lucio mi ha insegnato a capire tante cose delle persone. Ci piaceva molto fare un gioco: spesso, quando eravamo insieme, giocavamo a indovinare il nome e il mestiere delle persone che, per esempio, entravano nel bar dove eravamo noi. 'Giovanni, pompiere', diceva lui, 'Tommaso, idraulico', ribattevo io.
Alla fine ero diventato talmente bravo che ne indovinavo più io di lui: l'allievo aveva superato il maestro. Poi, dopo aver 'sparato' ipotetici nomi e professioni, andavamo a chiederli al diretto interessato, facendo di quelle figuracce.

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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