Mercoledì 12 Aprile 2017 - 14:15

Cappato: Welby accompagna un altro malato in Svizzera

Si tratta di Davide T., 53enne toscano malato di sclerosi multipla dal '93

Cappato: Mina Welby accompagna un altro malato in Svizzera, aiutiamo anche lui

"Mina Welby sta accompagnando in Svizzera Davide. Malato di sclerosi multipla dal '93, si è rivolto a me per l'eutanasia. Aiutiamo anche lui". Lo ha scritto su Facebook Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. Cappato nelle scorse settimane aveva annunciato due nuovi viaggi in Svizzera per aiutare malati gravi che desiderano ricorrere al suicidio assistito, dopo il caso di Dj Fabo

LA STORIA DI DAVIDE T. È Davide T., 53 anni, toscano, l'uomo che Welby sta accompagnando in Svizzera per ricevere il suicidio assistito.  Davide, fa sapere l'associazione Luca Coscioni, ha deciso di morire perché non vuole più vivere "con il dolore addosso" e perché ritiene che la sua non sia più una vita da vivere ma una condanna da scontare. Nel 1993 aveva 27 anni e faceva il barista, quando ha iniziato a non sentire più un lato del corpo. Erano i primi sintomi della sclerosi multipla. "Amava il calcio e la musica, aveva tante idee e la forza di realizzarle. Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire", si legge in una nota dell'associazione. "Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali - anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli dà sollievo".

Davide vive con la madre che ha 73 anni e molti problemi di salute, e che lo sostiene nella sua scelta, spiegano gli attivisti dell'associazione Luca Coscioni. Il 53enne "parla a fatica, facendo lunghe pause. Sente dolori in tutto il corpo per ventiquattro ore al giorno, senza tregua. Può muoversi sempre meno e qualsiasi movimento, anche il più piccolo gli procura atroci sofferenze". Dice di non vedere davanti a sé nessuna prospettiva, e che da oltre un anno ormai la sua vita è solo sofferenza. A fine 2016 ha preso la decisione di ricorrere all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza". La madre lo capisce, soffre ma lo capisce. Attraverso la madre Anna, si è rivolto a Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni per essere aiutato a sottrarsi a questa condizione di vita insopportabile.

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  • redazione web
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