Martedì 06 Settembre 2016 - 14:00

Caso Roma, direttorio M5s nella bufera. Pizzarotti: Si dimetta

Scoppia il caso Muraro a Roma: era indagata da aprile. Di Maio non andrà in televisione, Di Battista annulla tappa del tour

Federico Pizzarotti

Ancora caos intorno al M5s intorno alla gestione di Roma Capitale dopo il caso Muraro. Membri del direttorio disdicono impegni (Di Maio in tv e Di Battista per il tour) e seguono con ansia quanto accade intorno alla sindaca Raggi. Ad attacarli è però il sindaco di Parma Pizzarotti, sospeso dal Movimento e ora pronto a chiedere le dimissioni di tutto il "gruppo" del M5s.
 

 

L'ATTACCO DI PIZZAROTTI. "Il Direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici" così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti va all'attacco sul caso Muraro. "Nei due anni in cui il Direttorio gestisce il Movimento 5 Stelle, sono stati scaricati due sindaci, il sindaco di Gela e di Quarto, un terzo è stato sospeso oltre cento giorni fa senza che esistesse una regola per farlo, e ora vi è il caos a Roma, con un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine in corso nei confronti dell'assessore Muraro. Tutto questo è stato causato da una grave mancanza di regole chiare a tutti - ha aggiunto - Da due anni chiedo una maggiore organizzazione e regole certe, condivise da tutti gli eletti portavoce attraverso un incontro pubblico, un meetup nazionale, come deve essere nello spirito di partecipazione del Movimento. Invece si legge sempre più spesso di incontri a porte chiuse e decisioni prese dall'alto".

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Poi Pizzarotti conclude: "Ho sempre sostenuto che le correnti interne, che esistono anche nel Movimento, o vengono palesate oppure si rischia di rimanerne schiacciati. L'Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse. Serve incontrarsi, parlarsi, organizzarsi, anche litigare e discutere. Ma serve farlo a livello nazionale e con la partecipazioni di tutti".

 

TONINELLI: DIMISSIONI MURARO? VEDIAMO. "Tutta questa immane preoccupazione per due nomine sbagliate? Ne arriveranno due giuste. Un passo indietro della Muraro? Vedremo tra poco. Sono stati commessi degli errori, certamente in buona fede. Chi li ha commessi, rimedia e fa ripartire la macchina". Così il deputato M5S Danilo Toninelli, rispondendo ai cronisti che gli chiedono se l'assessore Paola Muraro debba fare un passo indietro, in attesa che finisca il lungo vertice tra membri del minidirettorio e del direttorio.
 

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DI BATTISTA ANNULLA IL TOUR. Mi dispiace tanto ma ho deciso di annullare la tappa di stasera ad Ischia del #CostituzioneCoastToCoast. Ci sono problemi a Roma ed è meglio tornare. Mi sono impegnato tanto in questo tour. Ce l'ho messa tutta". Così su Facebook Alessandro Di Battista, deputato e membro del direttorio M5S. "Spero di poter risolvere già stasera alcune questioni per poter dare l'appuntamento con i 'motociclisti' domani pomeriggio per andare tutti insieme la sera in piazza a Nettuno e chiudere il tour. Vi faccio sapere più tardi. A riveder le stelle!".

LOMBARDI: CHIEDERE SCUSA, VIA CHI NON C'ENTRA COL MOVIMENTO. "Errori sono stati fatti ed è semplicemente onesto ammetterli. Ora è il momento di avere coraggio, oltre gli slogan elettorali. Ammettere gli errori, chiedere scusa, mandare via chi con il M5S non c'entra nulla e mai c'entrerà nulla, fare gruppo perchè la sfida è titanica e da soli non si può nulla e concentrarsi solo ed esclusivamente sul rilancio di Roma" scrive su Facebook Roberta Lombardi, del mini direttorio di Roma del Movimento 5 Stelle.

IL CASO MURARO. Paola Muraro è iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile 2016 dalla procura di Roma. Lei è venuto a saperlo il 18 luglio - cioè undici giorni dopo la giunta insediata il 7 luglio -,  la sindaca Virginia Raggi ne è stata informata "tra la metà e fine luglio" e lo ha reso noto ai vertici del M5S. Sono queste le devastanti le verità emerse nel corso dell'audizione in commissione parlamentare Ecomafie dell'assessore all'Ambiente del Comune di Roma e della sindaca M5S Virginia Raggi. Ai parlamentari che le chiedono perché abbia negato in un'intervista di essere sotto indagine, Muraro ha risposto: "Io non ho avuto un avviso di garanzia. La domanda del giornalista era sull'avviso di garanzia, non sull'indagine, e io ho risposto". E di rimando Virginia Raggi: "Non ho mai mentito, se mi avessero chiesto del fascicolo avrei risposto".

La prima cittadina ha minimizzato: "Siamo in attesa di leggere le carte perché al momento non si sa ancora nulla. E' una contestazione generica, non c'è nessun avviso di garanzia. Non appena ci saranno maggiori precisazioni, prenderemo provvedimenti". Ma la valanga di polemiche è già in corso. Da Fratelli d'Italia al Pd, passando per Stefano Fassina di Sinistra italiana, tutti chiedono le dimissioni dell'assessora. Ancora da vedere l'effetto delle dichiarazioni sul direttorio M5S. Nessuno fiata dai vertici del Movimento. Soltanto il sindaco di Parma, in bilico nel M5S in quanto sospeso, aveva scritto su Twitter: "In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente #noleggiosalvagenti".

 

 

In una seduta fiume, cominciata verso le cinque e mezzo di pomeriggio, Raggi e Muraro si sono difese e hanno spiegato la loro verità dei fatti. Date e scadenze si susseguono in una vicenda intricata che vede sul banco di accusa la assessora arrivata apposta da Trieste. "Non mi aspettavo di essere sottoposta a questo attacco mediatico. Tutto nasce dalle dichiarazioni di Fortini nei miei confronti, che ha omesso di parlare del suo ruolo: lo ha fatto per distogliere l'attenzione dalla sua persona", spiega Muraro, ripercorrendo passo a passo tutta la vicenda e accusando apertamente di "calunnia" l'ex presidente del Consiglio di amministrazione dell'Ama Daniele Fortini. "Lo denuncerò", ha promesso.

L'assessore ha precisato che attestazioni e certificazioni in Ama non spettavano a lei, come invece detto, e ha aggiunto che "dal 17 maggio i rapporti con Fortini si erano incrinati". Muraro infine ha tenuto a sottolineare di aver chiesto lei stessa di essere audita dal pm, pur "alla cieca" - perché non conosce ancora le carte -, in quanto non ha nulla "da temere ma molto da dire" e ha annunciato che andrà dal pm nei prossimi giorni per essere ascoltata.

L'AFFONDO DI SALVINI. "La situazione di Roma con la Raggi? Non conosco bene e non giudico. Quindi, non mi permetto né di promuovere né di bocciare.So che ci sono dimissioni, inchieste, avvisi di garanzia, motivo per cui i 5 Stelle in giro per l'Italia avrebbero crocifisso chiunque altro. So che Roma è difficile e c'è un'eredità pesantissima da gestire". Questo l'attacco al Movimento Cinque Stelle da parte del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine del presidio davanti alla caserma Montello di Milano. "Per il bene dei cittadini romani - ha aggiunto - spero che il Comune si muova e faccia bene. Non è esattamente l'esordio brillante a cui avrei pensato con un sindaco 5 Stelle. Però non voglio commentare e buon lavoro".

 

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