Mercoledì 07 Settembre 2016 - 11:30

Roma bufera sul direttorio del M5s. Grillo sarà oggi a Roma

Di Maio sarebbe stato a conoscenza delle indagini su Muraro. Di Battista: Sistemiamo gli errori, poi no compatto alle Olimpiadi

Caos in Campidoglio, è bufera sul direttorio del M5s. Oggi il leader Beppe Grillo a Roma

 Beppe Grillo atteso a Roma dopo il caos scoppiato in Campidoglio:  il garante del Movimento 5 Stelle, arriverà a Roma per un incontro prima col direttorio e poi con la stessa sindaca di Roma, Virginia Raggi. Il primo cittadino, entrando in Campidoglio, questa mattina, ai cronisti che le chiedevano conto dell'incontro, ha risposto infatti: "E' possibile".

E mentre in molti si scagliano contro il direttorio del Movimento, su Facebook torna a parlare Alessandro Di Battista che invita all'unità: "Sono convinto che questo accanimento senza precedenti sui problemi che abbiamo a Roma (ovvio che ce ne sono ma vi aspettavate il contrario?) sia legato al referendum e anche al tema delle olimpiadi. Ovviamente dobbiamo sistemare alcune cose, correggere alcuni errori che inevitabilmente si fanno e ripartire compatti magari con un NO alle olimpiadi da far tremare tutti i palazzi del potere!".

IL CASO DI MAIO. "Presto" arriveranno decisioni sul caso di Roma, ha fatto sapere Luigi Di Maio, esponente di punta del Movimemnto 5 stelle, intercettato da SkyTg24. A chi gli chiedeva se la riunione in Campidoglio sia finita il vicepresidente della Camera ha risposto: "Credo che almeno il diritto di dormire lo dobbiamo avere". Intanto è emerso che anche Di Maio sarebbe stato a conoscenza dei dettagli dell'indagine che coinvolge l'assessora romana Paola Muraro. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Repubblica al vicepresidente della Camera le notizie riguardanti Muraro sarebbero giunte dai membri del "direttorio romano", il comitato M5s che vigila sull'operato del Campidoglio. Composto da Paola Taverna, Stefano Vignaroli, Fabio Massimo Castaldo, Gianluca Perilli, sarebbe stato informato dalla sindaca, Virginia Raggi.

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I MESSAGGI DEL DIRETTORIO. E da loro le notizie sarebbero arrivati ai vertici del Movimento. "Repubblica" sostiene che dal 4 agosto Di Maio era a conoscenza dei particolari dell'indagine. Un messaggio di Paola Taverna, riportato dal quotidiano, dice che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione di Muraro.  "E' pulito o no?" la risposta del deputato. La risposta: "Non è pulito". Di Maio nello stesso giorno ottiene più delucidazioni e un quadro più preciso: "Glielo trasmette l'altro membro del direttorio romano Fabio Massimo Castaldo - scrive Repubblica- l'eurodeputato con doppia laurea in legge: il reato contestato dai pm alla Muraro è la "fattispecie di cui al comma 4 dell'articolo 256 del Testo unico sull'Ambiente". Ossia come chiarisce citando il codice: "L'inosservanza delle prescrizioni o la carenza dei requisiti previsti per legge da parte del gestore" degli impianti per il trattamento dei rifiuti. A richiesta del deputato, Castaldo non sa precisare se gli addebiti siano relativi alla gestione dello stabilimento Ama di Rocca Cencia o a quello del Salari".

Quel 4 agosto il deputato scrive un tweet: "La nostra colpa a Roma è non avere risolto in venti giorni le emergenze create dai partiti in vent'anni ", di fatto lanciando l'hashtag #SiamoTuttiConVirginia.

PIZZAROTTI DI NUOVO ALL'ATTACCO. "Quello che sta accadendo è l'ulteriore dimostrazione del fatto che (nel direttorio, ndr) non siano in grado di gestire nulla a livello locale. Non si capisce cosa facciano Ruocco e Sibilia. Di Battista ormai ha solo un ruolo mediatico. Fico doveva occuparsi dei meet-up e in molte città sono in subbuglio. Infine, Di Maio. Dovrebbe essere il responsabile degli enti locali ed è sotto gli occhi di tutti da mesi come si è comportato con me" ha detto il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, in una intervista alla Stampa in cui l'ex M5S, sospeso dal suo stesso movimento, si sfoga sul direttorio nel bel mezzo del caso-Roma, dopo gli attacchi di ieri.

E il sindaco di Parma non esclude una sua candidatura a leader del movimento: "Sì, se serve".

CAPUOZZO: DIRETTORIO NON DEMOCRATICO. Attacca anche Rosa Capuozzo: "Questo direttorio non è democratico". La sindaca di Quarto fu espulsa per non aver denunciato i ricatti, derubricandoli a semplici pressioni politiche. Ma poi i pentastellati con le giunte di Livorno e Roma sono stati più indulgenti. Capuozzo adesso governa Quarto da indipendente, espulsa dal M5S ma mai indagata, e guarda da osservatrice esterna il caos romano. "All'epoca - attacca in una intervista al Giornale - non volli giudicare la decisione di abbandonarmi: poco lungimirante, ma almeno era una scelta. Ma da quella scelta non s'è imparato nulla, non si è aperta una riflessione, non c'è stata un'assemblea, non si è fatto niente. Quarto non ha insegnato nulla al Movimento, che ora non ha una linea politica, non ha regole ed è alla deriva". Secondo la Capuozzo "il direttorio continua ad avere poteri che si è arrogato e li esercita nella scelta delle nomine, come si è visto con la giunta Raggi, invece di cogliere le difficoltà della base, e prendere una direzione politica chiara, che il Movimento non ha. Vorrei capire se nelle giunte M5S ci possono essere o no indagati, e prima che alla Raggi penso a Nogarin e al suo assessore. Vorrei capire anche chi decide che un'indagine è più importante di un'altra e va trattata in maniera diversa".

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