Mercoledì 06 Giugno 2018 - 15:30

Cancro al seno, il vademecum degli oncologi per prendere il sole

Ecco i cinque punti fondamentali per andare al mare in tranquillità

Roma. Race for the cure, circo massimo

L'estate è ormai alle porte e la 'voglia' più comune è quella di poter prendere il sole in spiaggia per un'abbronzatura completa. Ovviamente il desiderio è lo stesso anche le tante donne operate di cancro al seno, soprattutto per lasciarsi alle spalle le cicatrici, non solo fisiche, che l'intervento ha provocato, riappropriandosi della propria femminilità.

Ma è possibile godersi i raggi solari e fare un bel bagno in tutta sicurezza? Assolutamente sì, come spiegano il professor Giuseppe Petrella, oncologo e docente ordinario di Chirurgia generale presso l'Università Tor Vergata di Roma, e il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club in una guida in 5 punti.

1. La prima raccomandazione è aspettare almeno sei mesi: grazie alle suture intradermiche con punti riassorbibili la qualità delle cicatrici post-intervento è migliorata moltissimo; ma se all'inizio la cicatrice è bianca dopo un mese diventa rossa perché c'è comunque un elemento irritativo. Meglio, quindi, aspettare almeno 180-360 giorni dall'operazione prima di esporsi al sole, proprio per evitare che la cicatrice si irriti ulteriormente.

2. Chi ha già trascorso i 6 mesi dall'operazione non ha bisogno di indossare particolari indumenti al di là del costume: basta una protezione solare molto alta, con un SPF superiore a 50, tranne in casi particolari in cui la cicatrice non si possa coprire neanche indossando un costume intero; in quel caso conviene indossare indumenti protettivi come delle casacche.

3. Il terzo punto fondamentale è l'ora di esposizione: la regola fondamentale, indipendentemente dalla cicatrice, è sempre quella di esporsi ai raggi solo nelle prime ore del mattino o dopo le 17.

4. Fare il bagno al mare, sempre con la cicatrice coperta e non esposta al sole, non solo è possibile ma è addirittura consigliato: nuotare fa benissimo, soprattutto alle donne che hanno subìto lo svuotamento ascellare.

5. L'ultima raccomandazione medica è più cautela in caso di chemio e radioterapia. Il motivo? Nel primo caso ci sono dei farmaci che possono provocare danni notevoli sulla cute e l'esposizione al sole può peggiorare questi danni. Per chi ha affrontato la radioterapia, invece, niente sole almeno per un anno per il problema delle radiodermiti, delle teleangectasie e di tutta una serie di complicanze che possono provocare seri problemi alla donna.
 

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