Sabato 14 Gennaio 2017 - 08:30

Camusso: Voucher strumento malato. Governo fissi data voto

"Nessuno ha in mente di ricorrere in sede europea contro la Corte Costituzionale"

Camusso: Governo fissi data referendum. Voucher strumento malato

"Abbiamo chiesto al governo di fissare la data dei referendum. I due referendum parlano a milioni di lavoratori di cui nessuno si occupa mai, e ai giovani che subiscono ricatti e precarietà". Queste le parole della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, in una intervista a 'La Stampa'. Quanto al quesito bocciato "sui licenziamenti illegittimi continueremo a muoverci, anche col contenzioso giudiziario. Ma i referendum su voucher e appalti servono a ragionare del lavoro che verrà, per bloccare una logica impazzita. Già oggi per i voucher passa circa il 7% del lavoro. Non dimentichiamo che basta avere un 'buono' da un'ora in una settimana e si viene considerati come "occupati".

Circa il "contenzioso giudiziario" sui licenziamenti la Camusso spiega: "Sono state scritte tante sciocchezze, nessuno ha in mente di ricorrere in sede europea contro la Corte Costituzionale. Noi pensiamo che ci sia una legge, il Jobs Act, che è ingiusta: crea diseguaglianze tra lavoratori, e disparità tra lavoratori e impresa. Non è un caso, lo dimostrano le statistiche ufficiali, che i licenziamenti aumentino. Già ci siamo mossi a fondo nei contratti, per recuperare le garanzie che sono state sottratte, articolo 18 compreso; ora valuteremo in che modo ricorrere presso le Corti dell'Unione europea per farla finita con ingiustizie ai danni dei lavoratori introdotte nelle leggi. Nessun ricorso contro la Consulta, che non ha giudicato nel merito il Jobs Act, ma solo sull'ammissibilità del referendum".

"Noi pensiamo di aver rispettato tutte le norme e i precedenti giuridici, ma prendiamo atto della decisione. Si leggono strani retroscena secondo cui la Cgil avrebbe presentato un quesito per farselo bocciare... assurdità. Certo, attendo di leggere le motivazioni della sentenza: non si capisce quali nuove e diverse valutazioni rispetto al passato la Corte abbia formulato - con un grande conflitto interno, a quanto risulta - per bocciare il nostro referendum. Leggo che anche presidenti emeriti della Consulta hanno sollevato la questione".

Quanto ai voucher "Noi abbiamo chiesto di abrogare i voucher, uno strumento malato e irriformabile. Quello è il metro di misura: il Parlamento può varare una nuova norma, ma per far decadere il voto deve rispondere all'istanza posta dal quesito. Si parla di bizzarre ipotesi di riforma, attribuite al ministero del Lavoro: collegare i voucher "consentiti" a un'azienda al numero dei dipendenti è la dimostrazione che con i voucher non si vuole regolare il lavoro occasionale, ma solo mettere a disposizione una nuova forma di flessibilità che fa dumping contro il lavoro regolare. E' chiaro che non si vuole la regolazione del lavoro occasionale e l'emersione del lavoro nero - cosa peraltro non riuscita con i voucher - ma costruire una nuova forma di lavoro precario".

"Il lavoro occasionale esiste, e la Cgil ha presentato nella Carta dei diritti una proposta in merito. I voucher non sono usati nel lavoro occasionale, dove servirebbero, ma dove non dovrebbero essere usati: nel lavoro stagionale nel turismo, in agricoltura quando c'è il raccolto, nei cantieri edili, sulle catene di montaggio, per sostituire lavoratori in sciopero. Si continua a dire cosa avrebbero dovuto essere i voucher; si ammetta invece che sono un mezzo per fare dumping al lavoro regolare e a quello flessibile "normale". E a volte, come nel turismo, sono usati anche per coprire e nascondere il lavoro nero".

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