Giovedì 02 Febbraio 2017 - 10:45

Raggi verso interrogatorio: nella chat 'segreta' i dissidi del M5S

La sindaca è accusata di abuso d'ufficio e falso per il caso Marra

Campidoglio, Raggi verso interrogatorio: spunta chat 'sospetta'

Fa discutere una nuova chat del 2015 che svela i rapporti tra Virginia Raggi, all'epoca consigliera comunale, e i suoi colleghi Cinquestelle romani Marco Terranova, Veronica Mammì, Alessandra Agnello, Giusy Campanini, Monica Lozzi. Nella stessa chat sono presenti anche Daniele Frongia, ex capo di gabinetto della giunta Raggi poi spostato all'assessorato allo Sport, e Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Consiglio comunale. Dalla conversazione, riportata da affariitaliani.it, emerge come i rapporti all'interno del gruppo capitolino dei Cinquestelle fossero già tesi prima delle 'comunarie' che videro Raggi diventare la candidata sindaco di Roma.

Nel mirino delle critiche c'è Marcello De Vito, attuale presidente dell'Assemblea capitolina, da sempre descritto come vicino alla deputata Roberta Lombardi, principale avversaria di Virginia Raggi. E' proprio all'indirizzo della parlamentare che - secondo la chat riportata dalla testata online - Raggi avrebbe pronunciato le seguenti parole: "Mi chiedo se prima di parlare faccia pace con il cervello". Il resto della conversazione di gruppo riporta opinioni personali e critiche nei confronti dei comportamenti di De Vito, ritenuto "inaffidabile" quindi inadatto a diventare primo cittadino: opinione diffusa tra i membri della chat piuttosto agguerriti verso De Vito, con l'eccezione di Ferrara che fa da paciere e sottolinea che "tra inaffidabile e delinquente c'è differenza".

Tutte dichiarazioni con ogni probabilità ininfluenti ai fini dell'indagine in cui è coinvolta anche la sindaca, che vanno però a riempire i contorni di un quadro già fosco su cui la procura farà chiarezza in attesa dell'interrogatorio di Raggi che dovrebbe tenersi oggi in tarda mattinata.

Al centro delle accuse, la nomina di Renato Marra, fratello dell'ex dirigente del personale del Campidoglio, al vertice del Turismo. Secondo l'accusa, Raffaele Marra avrebbe incitato il parente a fare domanda per il posto vacante, interessando anche altri personaggi chiave, dall'assessore al Commercio Adriano Meloni allo stesso De Vito fino a Salvatore Romeo, ex discusso capo della segreteria politica di Raggi.

Per questa ulteriore conversazione, resa pubblica da qualche 'talpa', la sindaca Cinquestelle ha ricevuto il messaggio solidale del senatore renziano Andrea Marcucci che ha affidato a una nota ufficiale il suo pensiero: "Intercettazioni ininfluenti e private, estratti di chat sullo stato dei rapporti interni al M5S a Roma, mi disgustano. La mia solidarietà a Virginia Raggi, vittima di una costante ed insopportabile violazione della sua privacy".

Due le accuse rivolte alla sindaca - abuso d'ufficio e falso - che, se dovessero essere provate, porterebbero la prima cittadina a una probabile autosospensione dal Movimento. Nel caso, quale che sia la scelta di Raggi, se si avverasse la peggiore delle ipotesi scatterebbe comunque la legge Severino o il codice di comportamento voluto da Beppe Grillo e votato dagli iscritti. Sul blog è lo stesso leader-garante a scrivere, ieri, che per la Capitale non esiste "nessun piano B, siamo vicini a Virginia in questo momento difficile e la giunta ha la nostra fiducia". Ma, nonostante le rassicurazioni, è scattato già il totonomi per un eventuale post-Raggi, tra i papabili compaiono l'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo contrapposto a De Vito e a Ferrara. Ad avere l'ultima parola, però, potrebbero essere nuovamente gli iscritti.

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