Martedì 06 Settembre 2016 - 09:00

Campidoglio, nel M5S scoppia caso Muraro: indagata da aprile

L'assessora: "L'ho saputo solo a luglio". Anche la sindaca Raggi conferma e aggiunge: "Ho informato i vertici"

Campidoglio, nel M5S scoppia il caso Muraro: era indagata da aprile

Paola Muraro è iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile 2016 dalla procura di Roma. Lei è venuto a saperlo il 18 luglio - cioè undici giorni dopo la giunta insediata il 7 luglio -,  la sindaca Virginia Raggi ne è stata informata "tra la metà e fine luglio" e lo ha reso noto ai vertici del M5S. Sono devastanti le verità emerse nel corso dell'audizione in commissione parlamentare Ecomafie dell'assessore all'Ambiente del Comune di Roma e della sindaca M5S Virginia Raggi. Ai parlamentari che le chiedono perché abbia negato in un'intervista di essere sotto indagine, Muraro risponde: "Io non ho avuto un avviso di garanzia. La domanda del giornalista era sull'avviso di garanzia, non sull'indagine, e io ho risposto". E di rimando Virginia Raggi: "Non ho mai mentito, se mi avessero chiesto del fascicolo avrei risposto".

 

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La prima cittadina minimizza: "Siamo in attesa di leggere le carte perché al momento non si sa ancora nulla. E' una contestazione generica, non c'è nessun avviso di garanzia. Non appena ci saranno maggiori precisazioni, prenderemo provvedimenti". Ma la valanga di polemiche è già in corso. Da Fratelli d'Italia al Pd, passando per Stefano Fassina di Sinistra italiana, tutti chiedono le dimissioni dell'assessora. Ancora da vedere l'effetto delle dichiarazioni sul direttorio M5S. Nessuno fiata dai vertici del Movimento. Soltanto il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, in bilico nel M5S in quanto sospeso, scrive su Twitter: "In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente #noleggiosalvagenti".

 

 

In una seduta fiume, cominciata verso le cinque e mezzo di pomeriggio, Raggi e Muraro si difendono e spiegano la loro verità dei fatti. Date e scadenze si susseguono in una vicenda intricata che vede sul banco di accusa la assessora arrivata apposta da Trieste. "Non mi aspettavo di essere sottoposta a questo attacco mediatico. Tutto nasce dalle dichiarazioni di Fortini nei miei confronti, che ha omesso di parlare del suo ruolo: lo ha fatto per distogliere l'attenzione dalla sua persona", spiega Muraro, ripercorrendo passo a passo tutta la vicenda e accusando apertamente di "calunnia" l'ex presidente del Consiglio di amministrazione dell'Ama Daniele Fortini. "Lo denuncerò", promette.

L'assessore precisa che attestazioni e certificazioni in Ama non spettavano a lei, come invece detto, e aggiunge che "dal 17 maggio i rapporti con Fortini si erano incrinati". Muraro infine ci tiene a sottolineare di aver chiesto lei stessa di essere audita dal pm, pur "alla cieca" - perché non conosce ancora le carte -, in quanto non ha nulla "da temere ma molto da dire" e annuncia che andrà dal pm nei prossimi giorni per essere ascoltata.

L'AFFONDO DI SALVINI. "La situazione di Roma con la Raggi? Non conosco bene e non giudico. Quindi, non mi permetto né di promuovere né di bocciare.So che ci sono dimissioni, inchieste, avvisi di garanzia, motivo per cui i 5 Stelle in giro per l'Italia avrebbero crocifisso chiunque altro. So che Roma è difficile e c'è un'eredità pesantissima da gestire". Questo l'attacco al Movimento Cinque Stelle da parte del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine del presidio davanti alla caserma Montello di Milano. "Per il bene dei cittadini romani - ha aggiunto - spero che il Comune si muova e faccia bene. Non è esattamente l'esordio brillante a cui avrei pensato con un sindaco 5 Stelle. Però non voglio commentare e buon lavoro".

 

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