Venerdì 13 Maggio 2016 - 07:45

Camorra, traffico droga tra Campania e Spagna: 18 arresti

Facevano parte di due associazioni criminali finalizzate a spaccio attive a Napoli e sull’Isola d’Ischia

Camorra, traffico droga tra Campania e Spagna: 18 arresti

I carabinieri della compagnia Vomero hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere,  emessa dal Gip di Napoli su richiesta della DDA, a carico di 18 persone, ritenute responsabili di promozione e partecipazione a 2 associazioni finalizzate al traffico e allo spaccio di stupefacenti attive a Marano di Napoli, nei quartieri partenopei del Vomero e dell’Arenella e sull’Isola d’Ischia. Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli i militari dell’Arma hanno accertato che la prima associazione, riconducile alla famiglia 'Nettuno' attiva a Marano e contigua al clan 'Polverino', era dedita allo spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti acquistati in Spagna grazie alla mediazione di un latitante rifugiato nella penisola iberica e tratto in arresto dopo oltre 3 anni di latitanza. La seconda associazione, attiva al Vomero - Arenella e sull’isola di Ischia, era dedita allo spaccio di stupefacenti che nei mesi invernali venivano spacciati al Vomero mentre nei mesi estivi nelle aree di villeggiatura sull’isola verde.

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Mamma uccide figli a Suzzara in provincia di Mantova

Catania, due anziane sorelle uccise in casa: ipotesi rapina

I corpi trovati nella loro nella loro abitazione di Ramacca messa a soqquadro. Indagano i caraninieri

Processo a carico di Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio per vicenda dj Fabo

Dj Fabo, Cappato: "Era mio dovere aiutarlo a morire"

L'esponente dei Radicali al processo che lo vede imputato per aiuto al suicidio e per aver accompagnato in auto in Svizzera il 40enne milanese

Matteo Renzi visita la Tegim Telethon a Pozzuoli

Malattie rare: oltre 6mila patologie colpiscono 600mila italiani

Sono casi gravi, spesso letali, e spesso non esistono terapie disponibili