Martedì 26 Aprile 2016 - 14:30

Camorra e appalti, si autosospende presidente del Pd campano

Stefano Graziano, a quanto si apprende da fonti investigative, è indagato per concorso esterno in associazione camorristica

Camorra, nove arresti nel casertano.

Nove arresti e indagini ancora aperte tra Campania e Lazio per un presunto giro di tangenti che dal Comune di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, arrivava fino al clan dei casalesi. Sotto indagine anche il presidente del Pd campano, Stefano Graziano. La guardia di finanza di Napoli e i carabinieri del Nucleo investigativo di caserta, al termine un'indagine diretta e coordinata dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Giuseppe Borrelli, hanno dato esecuzione alle nove ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale del capoluogo campano.

Tra le persone finite in manette ci sono funzionari comunali, imprenditori, professionisti e faccendieri, accusati, a diverso titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e altre irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate, secondo gli inquirenti, al fine di agevolare il clan facente capo a Michele Zagaria.

Nell'ambito dell'operazione sono state perquisite le abitazioni del presidente del Pd della Campania e consigliere regionale, Stefano Graziano che è indagato per concorso esterno in associazione camorristica e avrebbe ottenuto appoggi elettorali importanti proprio dal clan in questione.

Tra le persone finite in manette c'è l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (caserta), Biagio Di Muro, coinvolto in un presunto giro di tangenti, da 70mila euro, sull'appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti, già confiscato negli anni '90 al padre di Di Muro, storico vice-sindaco del comune sammaritano che all'epoca era finito in tribunale proprio per tangenti.

Le indagini, in particolare, hanno fatto luce sulla gestione degli appalti da parte del Comune di Santa Maria Capua Vetere, e i legami di Biagio Di Muro, e di altri esponenti della giunta con il clan dei casalesi, con specifico riguardo alla fazione capeggiata dalla famiglia di Michele Zagaria.

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