Giovedì 03 Marzo 2016 - 08:00

Camorra, maxi operazione antidroga tra Lazio, Campania e Sicilia

Due arresti e 25 ordinanze cautelari, impegnati 200 militari

Camorra, maxi operazione antidroga tra Lazio, Campania e Sicilia

Una vasta operazione antidroga dei carabinieri è stata effettuata a Roma, nella provincia di Rieti, in Campania e in Sicilia, in esecuzione di due arresti e 25 ordinanze cautelari. Nell'operazione, soprannominata 'Bolero', sono impegnati 200 militari tra carabinieri della compagnia di Poggio e dei Comandi provinciali di Roma, Latina, Napoli e Caltanissetta. Oltre ai due arresti, venticinque le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà personale per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

L'indagine che ha dato vita all'operazione di oggi è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia con la procura della Repubblica di Rieti. Nel corso dell'operazione sono state eseguite 47 perquisizioni domiciliari che hanno portato al ritrovamento di droga. Le ricerche, avviate a seguito del rinvenimento di una dose di cocaina a un tossicodipendente dell'area Sabina, hanno portato a ricostruire il flusso di approvvigionamento della droga e l'esistenza di un vero e proprio gruppo criminale, con base logistica nel quartiere capitolino di Tor Bella Monaca, che acquistava ingenti quantitativi di hashish e di cocaina da esponenti del clan camorristico dei Lo Russo, operanti nel quartiere di Miano e San Gaetano di Napoli.

Le attività investigative, durate circa un anno, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali, a cui sono seguiti pedinamenti. Nove persone sono state arrestate in flagranza e sono stati sequestrati più di sei chili di hashish e circa 200 grammi di cocaina.

Il gruppo criminale, composto da più di dieci persone, alcune dedite al consumo di droga, aveva la disponibilità di armi usate per espandere l'area di controllo del territorio nel quartiere di Torbella Monaca. L'organizzazione, che aveva ramificato la propria area di interesse anche in molteplici centri della Sabina, si riforniva esclusivamente da alcuni esponenti di spicco del clan camorristico; due dei tre capi del sodalizio, pur risiedendo a Roma, sono di origine napoletana e provengono dai medesimi quartieri roccaforte del clan di camorra, Miano e San Gaetano. Secondo gli investigatori il flusso di droga gestito dal gruppo era di circa 220 chili di hashish e diversi chili di cocaina nell'arco di sei mesi.

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