Venerdì 18 Marzo 2016 - 19:45

Calcio, in Europa è ancora Italia zero tituli: i motivi del flop

Una crisi paradossale per un calcio che continua a sfornare allenatori richiestissimi all'estero

Klose affranto durante il match Lazio-Sparta Praga

La presunta rinascita del calcio italiano sembra già essersi spenta. Nessuna rappresentante di Serie A approda ai quarti di finale delle Coppe europee: un flop che non si registrava da quindici anni. 2000-2001: Parma e Inter ko negli ottavi dell'allora Coppa Uefa, Milan e Lazio eliminate nella seconda fase a gironi che allora era prevista dalla Champions.

Sei italiane ai nastri di partenza di inizio stagione, zero arrivate a metà marzo. E tanti saluti al possibile sorpasso sull'Inghilterra nel ranking. Ad inaugurare la serie di delusioni, in estate, la Sampdoria fatta fuori a sorpresa dai serbi del Vojvodina nei preliminari di Europa League. Un avversario sulla carta più che abbordabile per i blucerchiati allora allenati da Zenga. Scattate con l'ambizione di arrivare fino in fondo, le semifinaliste dell'anno scorso Fiorentina e Napoli si sono incagliate nei sedicesimi rispettivamente contro Tottenham e Villarreal. Soprattutto quella dei partenopei è un'eliminazione che ha fatto rumore, dal momento che Sarri sta degnamente tenendo testa alla corazzata Juventus entro i confini italici. I segnali di allarme, per Sousa, non erano mancati durante il cammino continentale nel quale i viola si sono già arresi a Basilea e Lech Poznan. Entusiasmante, invece, il percorso del Napoli nella fase a gironi: sei partite, sei vittorie prima dello stop del 'Madrigal'.

E' riuscita a spingersi fino agli ottavi la Lazio: se con l'1-1 di Praga le cose sembravano mettersi in discesa per Pioli, la rovinosa caduta all'Olimpico per 3-0 ha riportato i biancazzurri sulla terra. E dire che l'avventura della Lazio era partita addirittura dalla Champions, ma ci aveva pensato il Bayer Leverkusen nel preliminare di agosto a ridurre a due il numero di nostre squadre impegnate nel trofeo europeo più prestigioso.

Nell'anno della finale ospitata a Milano, l'Italia si presentava sfoggiando come biglietto da visita la finale conquistata dalla Juventus a maggio: e proprio i bianconeri, sulla carta, sono l'unica dotata di quel 'respiro europeo' indispensabile per fare strada verso San Siro. Pur dominati a larghi tratti nella gara di ritorno, il Bayern Monaco ha però messo a nudo i limiti, che ancora sussistono, su scala europea di Buffon e compagni. Per quello che riguarda la Roma, l'uscita contro il Real Madrid è stata onorevole grazie agli aggiustamenti portati da Spalletti: ma sempre di uscita si tratta, e forse la sensazione è quella di aver perso un'occasione se si pensa che in questa stagione i Blancos non sembrano dei marziani come, invece, i connazionali del Barcellona.

Nel totale, i numeri delle italiane sono impietosi: nei match ad eliminazione diretta, si è registrato solo la vittoria della Lazio sul Galatasaray (3-1) a fronte di cinque pareggi e sei sconfitte. La dimostrazione che la strada per scalare i piani alti dell'Europa forse è più lunga di quanto pensassimo. Le ragioni della crisi sono molteplici e non si riducono certo a quest'anno. Il nostro movimento paga un serio problema di programmazione a lungo termine - ad eccezione della Juventus - di capacità di reggere la pressione e mantenere competitività su più fronti, di tenere testa alle nuove realtà calcistiche che troppe volte sembrano far sembrare vecchia ed inefficace la nostra presunta superiorità tattica, che pure è l'arma che dovremmo sfoderare di fronte ai budget stramilionari delle big.

Ma i bianconeri tornati meritatamente protagonisti in Europa non possono fare da foglia di fico per i flop delle connazionali. Una crisi che sembra quasi paradossale, per un calcio che continua a sfornare allenatori richiestissimi all'estero: ultimo bellissimo esempio, quell'Antonio Conte prossimo alla grande prova di Stamford Bridge. Forse ci vorrà molto tempo, più di quello che immaginiamo, per tornare dominatori d'Europa e ridare ossigeno al ranking. Nell'attesa di rivedere una piazza come Milano, la grande assente dal cast italiano sul teatro europeo, serve seminare di più e meglio, già da adesso, e non perdere ulteriore tempo se l'obiettivo è davvero quello di rivivere gli antichi splendori.

Scritto da 
  • Attilio Celeghini
Tags 
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Roma, tifosi divisi sulle frasi di Ilary Blasi contro Spalletti

Roma, tifosi divisi sulle frasi di Ilary Blasi contro Spalletti

La moglie del capitano giallorosso lo ha definito "un piccolo uomo"

Nicchi: Arbitri in Tv? Ci stiamo lavorando. Pronti a sperimentare Var

Nicchi: Arbitri in Tv? Ci stiamo lavorando. Pronti a sperimentare Var

Parla il neo rieletto presidente dell'Associazione arbitri

Ilary Totti: Spalletti un piccolo uomo. Pallotta? Famme sta' zitta

Ilary Totti: Spalletti un piccolo uomo. Pallotta? Famme sta' zitta

La moglie del capitano giallorosso parla alla Gazzetta alla vigilia dei 40 anni del marito

Icardi

Inter-Bologna 1-1: Perisic pareggia. Sassuolo e Lazio avanti

Al via la sesta giornata con quattro incontri: Genoa-Pescara, Inter-Bologna, Lazio-Empoli e Sassuolo-Udinese