Martedì 05 Giugno 2018 - 14:45

Ius soli, Balotelli: "La legge va cambiata". Salvini: "Non è priorità, divertiti dietro al pallone"

L'appello dell'attaccante della Nazionale e del Nizza: "È brutto diventare italiano a 18 anni". La risposta del neo ministro : "Non è la priorità mia e del Paese"

Italia-Olanda, Mancini e Balotelli in conferenza

Per Mario Balotelli "è brutto diventare italiano a 18 anni". Dopo la polemica sul ruolo da capitano della Nazionale con il botta e risposta con il neo ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ora il dibattito si sposta sullo 'ius soli'. Per l'attaccante del Nizza il riconoscimento della cittadinanza ai figli di stranieri nati sul territorio italiano sarebbe una cosa giusta: "Si parla tanto di immigrazione, non sono un politico e non voglio fare politica. Non è il mio campo. Però io sono nato e cresciuto in Italia, non sono mai stato in Africa, purtroppo. In questi casi penso che la legge debba cambiare", ha detto al termine della presentazione dell'ultimo libro 'Demoni' di Alessandro Alciato a Torino.

Ancora una volta gli risponde Salvini. "Caro Mario, lo 'ius soli' non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone", ha scritto su Facebook. 

 

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Insomma, lo scontro tra i due continua. Il giocatore del Nizza ha raccontanto poi cosa è accaduto durante la sua infanzia: "Di sicuro quando ero piccolo lo vivevo in modo differente. Ovviamente pensavo solo a giocare, a essere felice. Poi c'erano delle cose che ancora non capivo. A differenza dei miei genitori, io ancora non le sapevo". Balotelli ha lanciato un appello: "Nella mia vita posso dire che ci sono stati dei razzisti, però c'è stata anche tanta ignoranza, magari paura della diversità. Possiamo chiamarle come vogliamo ma sono convinto che queste cose devono cambiare", ha continuato il giocatore

Il tempo è passato e Balotelli  ora ha voglia di riscatto: "Ho il dovere di dare l'esempio a tante persone. E nella mia vita privata voglio essere un esempio per mia figlia, quindi tante cose che facevo quando avevo 18 anni non le faccio più - ha spiegato l'attaccante di Nizza e Nazionale - Le pressioni sono arrivate nei momenti brutti, lì devi essere bravo a gestirti e a venirne fuori. E questo sì è stato abbastanza complicato".

'SuperMario' ha poi parlato del rapporto con Roberto Mancini, che l'ha richiamato in azzurro. "È un allenatore a cui tengo molto, è una persona fantastica, ho un rapporto speciale. Ma mi ha convocato perché penso di meritare di essere in questa Nazionale, come lo meritano gli altri. Non è una questione di maturità ma di meriti sportivi".

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