Venerdì 05 Gennaio 2018 - 11:15

Cairo: "Mazzarri era un mio sogno". Il neo allenatore: "Che emozione il Filadelfia"

La conferenza di presentazione dopo il licenziamento di Mihajlovic. "Ogni allenatore è un'artista e ha il suo canovaccio. Io ho il mio"

Presentazione nuovo allenatore del Torino Fc Walter Mazzarri

Un 'matrimonio' atteso dieci anni. E' quello celebrato nelle ultime ore tra il Torino e Walter Mazzarri, che incrociano solo oggi le loro strade nonostante il tecnico toscano fosse da tempo nei piani del patron Urbano Cairo. "Per me è un sogno che di avvera", ha dichiarato il patron inaugurando la conferenza di presentazione.

"Con lui ebbi già dei contatti nel 2007. Ci fu subito un grande feeling poi però non riuscimmo a trovare un accordo. E' un allenatore che ha fatto benissimo sempre, a partire dalla Reggina passando per la Sampdoria fino alle grandi cose fatte al Napoli". "Quello che mi è sempre piaciuto del tecnico - ha proseguito Cairo - è che vedevo una persona molto dedicata e determinata con un solo obiettivo in testa, portare la propria squadra il più in alto possibile. Sono i dettagli che fanno la differenza, soprattutto nel calcio moderno, e Mazzarri è molto attento alle piccole cose".

La 'mission' che il presidente granata affida al mister toscano è rivilitalizzare una squadra partita con ambizioni di Europa e sprofondata in una classifica anonima. Una flessione che ha spinto Cairo a decidere per il cambio tecnico nella turbolenta notte del post-derby e a congedare, così, Sinisa Mihajlovic al giro di boa della stagione. Ma il presidente, che non esonerava un tecnico dal 2011, ha tenuto a precisare che con lui "il rapporto è sempre stato ottimo. Lo ringrazio per quello che ha fatto e per l'impegno. Non c'è nulla tra noi. Non sono venuti i risultati, è questo il vero tema. Gli faccio un in bocca al lupo per il suo futuro ma ciò che conta per noi è fare bene".

E il futuro sul campo dei granata passa adesso dalla gestione di Mazzarri, che torna in Italia dopo la parentesi in Premier League con il Watford e non nasconde la soddisfazione nel riabbracciare la 'sua' Serie A. "In questo momento sono carico ed emozionato, pronto per questa nuova avventura", ha esordito il neo allenatore granata. "Si è da subito creato gran feeling con i suoi collaboratori: nel calcio credo che i rapporti interpersonali siano indispensabili. Entrare al Filadelfia ed in una società con un passato così glorioso fa venire la pelle d'oca. Sono rientrato in Italia con entusiasmo: se ho scelto di entrare in questa società e in questo ambiente, è perchè credevo che fosse quello ideale per me. Penso di poter fare bene: non amo fare grandi proclami, preferisco dare spazio ai fatti e non alle parole. Gli allenatori hanno il dovere di far rendere al massimo i giocatori".

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La sfida è ambiziosa ma il tecnico di San Vincenzo ha ammesso la difficoltà nel salire a treno in corsa. "Sostituire un allenatore come Mihajlovic non è semplice. Ho visto i ragazzi della squadra un po' frastornati, ma è normale che sia così. Il fatto che fossero legati al loro allenatore, è sintomo del fatto che sono delle persone per bene. Sono certo che faremo bene insieme". Il primo esame dell'era Mazzarri non si farà attendere: domani, all'ora di pranzo, i granata ospitano il Bologna all'Olimpico Grande Torino.

Difficile poter intravedere già la sua impronta, più facile attendere i primi bagliori del Toro mazzarriano dopo la sosta: domani si vedrà se il toscano sceglierà di varare subito la difesa a tre a lui cara. "A me piace dare un'identità alla squadra. Ho avuto pochi giorni prima della partita, ma spero di aver già dato l'input giusto. Credo che il calcio non sia una scienza esatta, ma sono anche dell'idea che senza la scienza, lo studio, questo non possa essere espresso nel modo migliore. Bisogna lavorare nel modo migliore possibile in tutto. Credo che, ovunque io sia stato, tutti abbiano visto sempre che in campo c'era la squadra di Mazzarri, indipendentemente dal modulo utilizzato, perchè il gruppo sapeva cosa fare. L'importante è che ci sia sinergia giocatori-tecnico".

E il sostegno dei tifosi: "Chiedo al pubblico di esprimere questa positività: vorrei sentire già da domani un corpo unico, tra squadra, staff e tifosi". In attesa di poter disporre di Belotti a Torino Mazzarri ritrova Niang, da lui già allenato al Watford. "E' un bravo ragazzo, che sa che deve lavorare molto su sè stesso, per cercare di dare sempre il 100% delle sue possibilità. Deve capire che è arrivato il momento in cui deve sempre sforzarsi di esprimere il massimo, dagli allenamenti alla gara". Nessun indizio. ovviamente, su eventuali richieste di mercato: "Il successo di una società passa attraverso il rispetto dei ruoli, per cui è giusto che ognuno mantenga il proprio. Lavorerò con ciò che avrò a disposizione per ottenere il massimo". Quanto agli obiettivi, Mazzarri ha chiarito che "nel nostro ambiente non vanno detti, ma conseguiti. Lo spirito sta nel guardare sempre alla partita successiva per cercare di ottenere il massimo". 

 

Scritto da 
  • Attilio Celeghini 
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