Lunedì 12 Settembre 2016 - 11:15

Buone notizie Istat: 439mila occupati in più rispetto 2015

Nel II trimestre +189mila unità, e per la prima volta dal 2008 scendono i giovani inattivi. Renzi: Il Jobs act funziona

Buone notizie dall'Istat: 439mila occupati in più rispetto all'anno scorso

I dati dell'Istat sul lavoro tornano a essere incoraggianti. Nel secondo trimestre 2016 risultano occupate 22 milioni 786mila persone, in aumento rispetto al trimestre precedente dello +0,8%, si tratta di 189mila persone in più. Il tasso di occupazione sale quindi di 0,5 punti, soprattutto per i 15-34enni (+0,8 punti) e per i 50-64enni (+0,6 punti). Crescono i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%, 46mila), quelli a termine (+3,2%, 76mila) e gli indipendenti (+1,2%, 68mila). A livello territoriale, l'aumento è maggiore nel Mezzogiorno (+1,4%) in confronto al Centro (+0,8%) e al Nord (+0,6%). Le dinamiche tendenziali tra il secondo trimestre del 2016 e lo stesso periodo dell'anno precedente corrispondono a una crescita complessiva di 439mila occupati su base annua. Un aspetto rilevante dell'espansione occupazionale è dato dalla significativa crescita degli occupati giovani di 15-34 anni (+223mila su basa annua) che si affianca al perdurante incremento degli over 50. L'occupazione complessiva è cresciuta per tutte le tipologie di lavoro: i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%), quelli a termine (+3,2%) e gli indipendenti (+1,2%). Finalmente scendono i Neet, ovvero i giovani che non vanno a scuola, non lavorano e non svolgono apprendistato, cresciuti dall'inizio della crisi fino al 2013 (dal 17,7% del secondo trimestre 2008 al 25,0% del secondo 2013), il cui numero è però poi rimasto stabile tra il 2014 e il 2015, per poi calare al 22,3% nel secondo trimestre 2016. Complessivamente, nel secondo trimestre 2016 i giovani Neet sono 2 milioni 35mila (-252mila in un anno), tra questi 892mila disoccupati (il 43,8% del totale), 622mila forze di lavoro potenziali (il 30,6%), e 521mila (il 25,6%) inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare, che sono in più della metà dei casi mamme con figli piccoli.

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