Domenica 10 Aprile 2016 - 14:30

Bruxelles, cellula 22 marzo voleva colpire Francia

Abrini, 'l'uomo con il cappello' di Zaventem, incriminato anche per gli attentati all'aeroporto

Arrestato Mohamed Abrini, era ricercato per le stragi di Parigi e di Bruxelles

Il gruppo terroristico che ha compiuto gli attacchi del 22 marzo a Bruxelles aveva inizialmente intenzione di colpire di nuovo in Francia, dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi, ma sorpreso dal rapido avanzare dell'indagine in corso ha deciso di colpire Bruxelles. È quanto riferisce la procura federale del Belgio, affermando che questo "emerge da diversi elementi dell'inchiesta".

Mohamed Abrini, già incriminato ieri per gli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi, è stato incriminato anche per gli attentati del 22 marzo all'aeroporto di Bruxelles Zaventem. In entrambi i dossier, riferisce la procura belga, Abrini è accusato formalmente per terrorismo: nel dossier di Parigi i capi le accuse sono partecipazione alle attività di un gruppo terrorista e omicidi terroristici; in quello di Bruxelles, invece, sono partecipazione alle attività di un gruppo terrorista e tentativo di omicidi terroristici.

Abrini, arrestato venerdì a Bruxelles, era super ricercato dopo gli attacchi del 13 novembre a Parigi in quanto ritenuto complice di Salah Abdeslam. Con Salah era stato ripreso dalle telecamere di sicurezza  due giorni prima degli attacchi nella capitale francese, cioè l'11 novembre, in una pompa di benzina a Ressons, lungo l'autostrada in direzione di Parigi. È lui che era al volante della Renault Clio usata poi per gli attentati di Parigi, e le sue impronte digitali e tracce del suo Dna sono poi state trovate in due appartamenti di Schaerbeek. Inoltre ieri la procura federale del Belgio ha confermato che lui è anche il cosiddetto 'uomo con il cappello', che compariva nelle immagini delle telecamere di sicurezza dell'aeroporto di Zaventem in compagnia dei due kamikaze dello scalo prima delle esplosioni del 22 marzo. È stato lui stesso a confessarlo, ha fatto sapere la procura, dicendo che "ha spiegato di avere buttato il suo gilet nella spazzatura e di avere poi rivenduto il suo cappello".

 

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