Venerdì 24 Giugno 2016 - 17:00

Brexit, 'effetto domino': Olanda e Francia chiedono referendum

Mentre i leader euroscettici esultano, tutti si chiedono: ci sarà una reazione a catena?

Brexit, 'effetto domino': Olanda e Francia chiedono referendum

L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea rischia di incoraggiare e favorire un'ondata populista ed euroscettica in altri Stati Ue, come Olanda, Austria e Francia, in cui i leader nazionalisti hanno approfittato della vittoria della Brexit per chiedere referendum simili nei propri Paesi.

La gioia dei leader di estrema destra era prevedibile a cui i leader europei hanno risposto con un appello all'unità pur ammettendo la necessità di riforme per affrontare l'insoddisfazione di alcuni cittadini e l'anti-europeismo dilagante. Per primo, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha negato che la Brexit potesse rappresentare l'inizio della fine della Ue.

IN OLANDA - Il leader olandese del partito di estrema destra e anti-musulmano PVV, Geert Wilders, è stato il primo dei populisti a chiedere un referendum "non appena possibile" sulla permanenza dell'Olanda in Europa, che ha già un proprio soprannome, la 'Nexit'. Tuttavia, un sondaggio di questo mese ha rilevato che solo il 38% degli olandesi sarebbe favorevole a una consultazione sullo stile britannico.
L'Olanda, stretto alleato del Regno Unito al momento di lottare per una minore burocrazia a Bruxelles, ha già esperienza nella creazione di un terremoto nella Ue per il rifiuto nel 2005 della ratifica della Costituzione europea dopo il 'no' registrato in Francia. Inoltre, resta da vedere come si muoverà l'Unione dopo il rifiuto nel mese di aprile del 61,1% degli elettori olandesi all'accordo di associazione con l'Ucraina.
Il sostegno per Wilders è ora tre volte superiore a quello nelle elezioni del 2012 e secondo alcuni recenti sondaggi il suo partito sarebbe ora il più votato in Olanda.
Il primo ministro olandese Mark Rutte, che ha partecipato alla riunione di emergenza con i presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento europeo a Bruxelles, ha confermato che nel suo Paese "c'è un grande interesse" verso un referendum, riconoscendo che la decisione del Regno Unito è uno "stimolo" per la riforma dell'Unione.

FRANCIA - La presidente del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, ha dichiarato che il "sì" dei britannici alla Brexit dà "una legittimazione supplementare per trasportare il dibattito in Francia" e ha chiesto che sia convocato un referendum sul rapporto di Parigi con Bruxelles.
Il presidente francese François Hollande, dal canto suo, ha avvertito che "il pericolo di un estremismo e del populismo è immenso", e che il suo Paese non permetterà questa deriva.

IN GERMANIA - Da Berlino la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha  esortato alla "calma" e alla "moderazione". La formazione populista di destra Alternativa per la Germania (AFD) ha definito l'esito del referendum britannico un avvertimento per Bruxelles e ha invitato l'Unione europea ad aprire un nuovo corso.

IN POLONIA - Jaroslaw Kaczynski, leader del partito di governo conservatore-nazionalista Legge e giustizia, è convinto che la "conclusione chiara" che emerge dalla Brexit sia la necessità di "un nuovo trattato europeo" che conferisca una maggiore sovranità agli Stati membri. Allo stesso tempo, il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha invitato tutti i leader europei a lavorare per "preservare l'unità e la coesione ed evitare un effetto domino".

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  • redazione web
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