Giovedì 25 Maggio 2017 - 08:15

Brasile, Temer schiera l'esercito dopo gli scontri nella capitale

Assalti ai ministeri a Brasilia, il governo: Disposizioni saranno ritirate quando sarà ripristinata la normalità

Brasile, forze armate in strada dopo gli scontri nella capitale

Il governo brasiliano ha assicurato che il decreto del presidente Michel Temer che autorizza la presenza delle forze armate nelle strade della capitale Brasilia verrà revocato quando l'ordine sarà ristabilito dopo i gravi incidenti di ieri. Il presidente del Brasile, infatti,  vista l'insufficienza delle risorse di polizia ha deciso di utilizzare, sulla base dell'articolo 142 della Costituzione federale, i "membri delle forze armate" come spiegato in un comunicato della Segreteria di Comunicazione sociale.

Secondo la nota, la presenza dei militari nelle strade mira a "garantire l'integrità fisica delle persone, fornire un'evacuazione sicura di edifici, strade e ministeri e proteggere la proprietà pubblica, come è stato fatto in precedenza in diversi stati brasiliani" Una volta ristabilito l'ordine- conclude la nota- il decreto sarà revocato.  Come spiegato in una conferenza stampa dal ministro della Difesa Raul Jungmann, Temer ha autorizzato la presenza delle forze armate per le strade fino al 31 maggio, dopo le violente proteste di ieri che chiedevano le dimissioni dello stesso presidente: scontri che hanno provocato un morto, 49 feriti e 7 arrestati.  

Da qui il dispiegamento di 1.300 soldati e 200 fucilieri navali nelle strade della capitale brasiliana. Secondo la polizia militare alla manifestazione di ieri hanno partecipato tra 35.000 e 40.000 persone che hanno marciato pacificamente verso il Congresso, dove hanno avuto inizio alcuni gravi incidenti che poi si sono diffusi lungo i due chilometri di viale in cui sono concentrati gli edifici dei ministeri del governo. Il Ministero dell'Agricoltura è stato attaccato con bombe molotov che hanno causato un incendio poi domato dai vigili del fuoco, che hanno agito subito, nonostante gli scontri continuassero.  Sono stati attaccati anche i ministeri delle Finanze, della Cultura, del Turismo e dell'Energia e delle Miniere, e lungo il viale molti manifestanti hanno dato fuoco a cassonetti e altri oggetti.

Scritto da 
  • Stefano Fantino
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