Venerdì 09 Settembre 2016 - 19:45

Boschi: Da 'velina' a 'ancella', frasi sessiste anche da colleghe M5S

Per attacchi così feroci "non mi arrabbio, ma a volte ci sono cose che mi feriscono"

Boschi: Da 'velina' a 'ancella', frasi sessiste anche da college M5S

Va all'attacco Maria Elena Boschi, che denuncia gli insulti sessisti ricevuti in Parlamento, anche dalla "colleghe del M5S", che non esitano a dare alla ministra delle Riforme, ad altre colleghe e alla presidente della Camera, delle  "veline" e delle "ancelle". "Forse quando si va in Parlamento a rappresentare i cittadini si potrebbero non usare certe espressioni quando ci si rivolge a una donna", ha detto Boschi nel corso di un incontro del 'Tempo delle Donne', rassegna organizzata dal Corriere della Sera alla Triennale a Milano. "Il sessismo in Parlamento è più esplicito - ha spiegato Boschi - si vergognano meno", ma anche il resto della società non è esente dai pregiudizi.

Boschi è tornata anche sulla vignetta satirica che la prendeva in giro per la cellulite e sulla battuta di Marco Travaglio, che la invitava a occuparsi più della propria forma fisica che del titolo V della Costituzione. "A un uomo una critica ingiusta come 'preoccupati della cellulite e della prova costume invece che di riforme' penso non sia mai capitata - ha sottolineato -  è una critica che va al di là del merito".

Per attacchi così feroci "non mi arrabbio - ha spiegato Boschi -  a volte ci sono cose che mi feriscono, ma non mi provocano un effetto di rabbia o di cedimento. In me provocano l'effetto contrario, mi viene da impegnarmi di più, di lavorare di più per dimostrare che sono capace. Mi dispiace, però, perché questo può scoraggiare le altre donne" perché "se passa l'idea che se ti impegni, ma sei donna e sei giovane, magari vieni attaccata in quanto donna, c'è il rischio che qualcuna" faccia un passo indietro. "Per essere presse sul serio non dobbiamo travestirci da uomo o a rinunciare alla femminilità", ha sottolineato il ministro, che ha aggiunto: "Io ho una nipotina molto piccola, che ha 5 mesi, e mi piacerebbe che trovasse un modo un po' più facile. Se deciderà di fare l'insegnante, la politica, la giornalista non dovrebbe preoccuparsi di essere donna, ma solo di fare bene o fare male il suo lavoro".

Boschi, che di recente ha assunto anche la delega alle Pari Opportunità, ha ricordato che ieri si è riunita per al prima volta la cabina di regia tra diversi ministeri per far fronte alla violenza sulle donne. "Serve prevenzione - ha detto -  e servono politiche di contrasto, che partono dall'educazione, dalla formazione delle forze dell'ordine, e passano per strutture ospedaliere che siano in grado di farsi carico delle vittime", a regole che consentano alle donne vittime di abusi "di stare a casa dal lavoro per curarsi" senza perdere il posto. I fondi, denuncia Boschi, ci sono, ma le Regioni non li spendono tutti. Nei due anni precedenti il governo ha stanziato 31 milioni per questo tipo di servizi, "di cui quasi 10 non sono stati spesi dalle Regioni - ha detto - e per il prossimo biennio lo Stato metterà a disposizione altri 19 milioni, con l'obbligo da parte delle Regioni di spenderli" . Senza contare che "il governo a marzo ha già stanziato altri 12 milioni per i centri anti violenza", che sono passati da 341 in tutta Italia agli attuali 485. "Le risorse ci sono - ha ribadito Boschi - ma vanno spese bene".

La ministra ha toccato anche il tema delle riforme costituzionali e del referendum. "Io più giro per l'Italia e più sono ottimista" sulla vittoria del 'sì', ha detto . "C'è molto da lavorare, molti ancora non si sono informati" perché vedono il voto lontano nel tempo, "ma siamo noi che dobbiamo dargli gli strumenti per farlo", ha precisato. "Penso che sia importante per ognuno di noi leggere la legge costituzionale, la riforma e il quesito che voteremo al referendum per farsi una corretta opinione - ha proseguito -  e sfatare le cose non vere che vengono dette in giro". "Il quesito è molto semplice", ha concluso Boschi, spiegando che  la riforma costituzionale "non deve  rimanere nel palazzo" ma grazie al referendum "la scelta sarà di tutti noi insieme come comunità".

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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