Mercoledì 20 Aprile 2016 - 15:45

Borsa, Tecnoinvestimenti pronta per l'Mta e Quaestio sale al 10%

Ceduto il 22% del capitale, l'a.d. Chevallard: "Le richieste erano molto superiori, effettuato un riparto importante"

Borsa, Tecnoinvestimenti pronta per l'Mta e Quaestio sale al 10%

Sbarco sul listino principale di Piazza Affari entro l'estate, vari fondi internazionali coinvolti ma che resteranno minoranza, e un aumento di capitale senza sorprese. Tecnoinvestimenti va in controtendenza rispetto alle attuali ansie del mercato. La società quotata da agosto 2014 sull'Aim si appresta al gran salto verso l'Mta senza patemi, con l'ambizione dichiarata di crescere anche per vie esterne. Attiva nella produzione di servizi alle imprese e al mercato finanziario, Tecnoinvestimenti nelle ultime 24 ore ha ridisegnato il suo assetto. Tecno Holding, che fino a ieri deteneva il 78,86% della società, ha infatti ceduto il 22% del capitale attraverso un accelerated bookbuilding a vari fondi italiani, inglesi e svizzeri oltre che a Quaestio Sgr, che da sola ha acquisito il 10%. Tutte queste quote andranno a rimpolpare il flottante attuale pari al 16% per un totale prossimo al 39%, cui si aggiunge il 4,96% detenuto da Cedacri che però è vincolato fino ad agosto 2017. L'interesse per l'operazione ha costretto Tecno Holding ad alzare dal 20% al 22% la quota ceduta, "ma le richieste erano molto superiori, abbiamo dovuto effettuare un riparto importante", garantisce a LaPresse l'a.d. di Tecnoinvestimenti, Pier Andrea Chevallard. La capitalizzazione di Tecnoinvestimenti, oltre 110 milioni di euro, consentirebbe da subito la quotazione sull'Mta, ma parallelamente la società presieduta dall'ex presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza, ha deciso di varare anche un aumento di capitale fino a 50 milioni di euro. "Un'operazione che larga parte dei soci ha già annunciato che seguirà", garantisce Chevallard, lasciando quindi invariato l'assetto societario, tanto che non è previsto nemmeno un roadshow vero e proprio. Entro maggio è atteso il via libera dell'assemblea, che adeguerà anche lo statuto in vista della quotazione sull'Mta. "Le risorse rivenienti dall'aumento ci serviranno per ridurre il rapporto tra posizione finanziaria netta (che è negativa per circa 78 milioni dopo l'acquisizione nel 2016 di Comark, ndr) ed Ebitda (positivo per 25,4 milioni nel 2015, ndr) - spiega ancora Chevallard -, vorremmo portare questo rapporto da 3 ad un valore prossimo a 2,2. Le altre risorse saranno invece destinate alle acquisizioni". La 'pipeline' è già stata definita, entro giugno, spiega Chevallard, "è ragionevole che qualcosa succeda". "Il buon successo del collocamento, con l'ingresso di un partner come Quaestio Sgr, e l'aumento di capitale porteranno nuovo risorse per la crescita del gruppo in vista della quotazione all'Mta", garantisce anche il presidente Salza.

Il presidente Enrico Salza

 

Nessuno scossone anche per l'azionista principale, Techno Holding, che manterrà il 56,86%, suddiviso tra una settantina di Camere di commercio. Tra queste ci sono 9 grandi azionisti che detengono l'82-83% del capitale: si tratta delle camere di Torino (25,9%), Padova (14,8%), Milano (14,4% attraverso Parcam), Roma (11,3%), Bologna (4,7%). Alessandria (3,6%), Firenze (2,8%) Vicenza (2,8%) e Napoli (2,1%). A queste si aggiungono Unioncamere (2,7%) e una sessantina di altre camere sotto l'1% che detengono l'ultimo 15% del capitale. Una galassia che secondo Chevallard è composta da "eccellenti soci, che garantiscono lo sviluppo futuro" senza avere alcun ruolo sul mercato della società stessa, infatti il sistema camerale rappresenta appena l'1% del fatturato. E anche l'annunciata abolizione delle camere di commercio, cui il Governo però non ha dato seguito, non viene percepita come un problema. Il gruppo che già oggi dà lavoro ad oltre 600 persone, è attivo nel settore dell'identità digitale, nel business information e nelle marketing solution per le imprese, ed ha chiuso il 2015 con un risultato netto di 11 milioni, in crescita del 123 sul 2014, con ricavi saliti del 65,1% a 126 milioni di euro.

Scritto da 
  • Jan Pellissier
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