Lunedì 01 Agosto 2016 - 18:00

Borsa, Piazza Affari chiude in rosso, pesano le banche

In controtendenza Mps (+0,58% a 0,31 euro), dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio

Borsa, Piazza Affari chiude in rosso, pesano le banche

Piazza Affari ha chiuso in ribasso, appesantita dalle forti vendite che hanno colpito i titoli del comparto bancario. Un contesto in cui fa però eccezione Mps, dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio. Il listino milanese era partito in maniera convincente, con l'indice Ftse Mib che nei primissimi scambi di seduta aveva riconquistato la soglia dei 17.000 punti, dopo la pubblicazione degli stress test da parte dell'Eba. Ma l'euforia è durata pochissimo e le vendite hanno presto iniziato a prevalere. Sul fronte macro, l'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona di luglio (lettura finale) si è attestato a 52 punti, in rialzo dai 51,9 punti della precedente rilevazione e delle attese degli analisti. Negli Stati Uniti l'Ism manifattura di luglio è invece scivolato a 52,6 punti, sotto le attese che erano pari a 53 punti. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione dell'1,73% a 16.554 punti.

Per quanto riguarda nello specifico i bancari, si segnala il crollo di Unicredit (-9,40% a 1,986 euro) dopo che l'esito degli stress test ha aumentato la pressione per un aumento di capitale. Nello scenario avverso degli esami condotti dall'Eba, il Cet1 della banca milanese si attesterebbe infatti al 7,1%, un valore inferiore alla media degli altri istituti di credito. Unicredit ha già ceduto il 10% di Bank Pekao e FinecoBank, ora i timori del mercato ruotano intorno alla possibilità che l'aumento di capitale sia superiore a 5 miliardi di euro. Le vendite hanno interessato anche Popolare di Milano, che ha ceduto il 6,22% a 0,407 euro, Banco Popolare, che lascia sul campo il 5% a 2,392 euro, e Ubi Banca, che chiude la giornata in regresso del 6,20% a 2,574 euro. In controtendenza Mps (+0,58% a 0,31 euro), dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio che comprende la cessione di un pacchetto di sofferenze da 9,7 miliardi di euro e un aumento di capitale da 5 miliardi.

Anche proseguimento del trend ribassista del petrolio, con il Wti che si è portato in area 40,50 dollari al barile, si è fatto sentire a Piazza Affari: Saipem ha lasciato sul parterre il 2,38% a 0,381 euro, mentre Tenaris è arretrata del 2,68% a 11,64 euro. Ancora debole Mediaset (-1,48% a 2,668 euro) che la scorsa settimana aveva pagato il dietrofront di Vivendi su Mediaset Premium.
 

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