Martedì 05 Aprile 2016 - 17:30

Borsa, Piazza Affari chiude in netto ribasso, tonfo delle banche

L'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso del 3%

Borsa, Piazza Affari chiude in netto ribasso, tonfo delle banche

Seduta da dimenticare per Piazza Affari, affossata dalle forti vendite che continuano ad abbattersi senza sosta sui titoli del comparto bancario. In profondo rosso anche alcuni big del listino milanese come Fca e Mediaset. Ad aumentare il sentiment negativo ha contribuito l'allarme di ieri del Fondo monetario sui rischi di contagio che potrebbero arrivare dai Paesi emergenti, in particolare Cina e Brasile. Allarme che si è sentito subito questa mattina sulla Borsa di Tokyo, che ha pagato anche l'ulteriore rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa. Andamento negativo anche per Wall Street, ma con perdite decisamente più contenute rispetto alle Borse europee. Sull'obbligazionario gli acquisti si sono riversati sul Bund tedesco, con il rendimento del decennale che è sceso sotto quota 0,10% avvicinandosi ai minimi storici toccati nell'aprile 2015 allo 0,07%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso del 3% a 17.109 punti.

Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto l'8,05% a 4,91 euro, Popolare di Milano il 6,56% a 0,541 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 5,68% a 4,018 euro, Mps il 3,81% a 0,462 euro, Intesa SanPaolo il 3,23% a 2,212 euro, Ubi Banca il 5,89% a 3,036 euro. Tonfo di Mediaset (-5,68% a 3,452 euro) quando sembra questione di ore l'annuncio del maxi accordo con Vivendi. L'obiettivo principale è quello di creare una piattaforma europea per produrre a acquisire contenuti, in grado di competere con Netfilx e Amazon. L'accordo è di ampia portata perché riguarderà la struttura azionaria, la governance e i contenuti. Lo scambio azionario riguarderà il 3,5% di ciascuna società e, per colmare il gap, Mediaset cederà la pay-tv Premium ai francesi, che verrà integrata con Canal+. Sell on news su Finmeccanica (-2,29% a 11,10 euro) dopo l'ufficializzazione del contratto in Kuwait per la fornitura di 28 Eurofighter Typhoon, che saranno realizzati in Italia.

Ancora sotto pressione il comparto petrolifero, dopo che sembra sfumare un possibile accordo al vertice di Doha, con le posizioni di Arabia Saudita e Iran che sembrano troppo distanti: Saipem ha perso il 5,78% a 0,31 euro, mentre Tenaris ha lasciato sul parterre il 3,82% a 10,33 euro. Seduta difficile per Fca (-5,01% a 6,44 euro) dopo che il gruppo ha ribadito, riguardo alla questione Lussemburgo, di non aver ricevuto alcun aiuto di Stato "e rimane fermamente convinta del fatto che l'esame della questione da parte della Corte confermerà la legittimità del trattamento fiscale ricevuto dalla controllata Fiat Chrysler Finance Europe". La precisazione di Fca è arrivata in risposta a quanto dichiarato dalla commissaria alla Concorrenza, Margarethe Verstager, secondo cui la questione si sarebbe conclusa con il recupero da parte del Granducato del Lussemburgo dei pretesi aiuti di stato illegittimi.

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