Martedì 03 Maggio 2016 - 07:00

Niente Borsa per Popolare di Vicenza, Atlante sale al 99.3%

Lo stop perché "non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato"

Niente Borsa per Popolare di Vicenza, Atlante sale al 99.3%

La Banca Popolare di Vicenza non sarà quotata a Piazza Affari. Lo stop è arrivato da Borsa Italiana perché "non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato". Troppo poco il flottante, quindi stop all'avvio delle contrattazioni previsto per mercoledì. Il fondo Atlante, quello creato sotto la regia del Tesoro che vede coinvolti tutti i big della nostra finanza e che mira a salvare innanzitutto proprio Bpvi insieme a Banca Veneto oltre che a ridurre i crediti deteriorati, diventa così azionista al 99,33% della banca vicentina. Ai vecchi azionisti, circa 119mila risparmiatori che erano titolari di 83,5 milioni di azioni, resta lo 0,67% per un controvalore di 10.117.789 euro, pari a circa 12 centesimi per azione circa. Nel 2014 le stesse azioni valevano 62 euro, oltre 500 volte di più. "Il gruppo si ispira a principi di onestà, correttezza e trasparenza" si legge nel codice etico Bpvi, che vieta al personale "di promettere, recare e ottenere vantaggi personali che possano pregiudicare la correttezza e l'imparzialità delle decisioni, danneggiando la reputazione aziendale". Ora tocca quindi a Quaestio Sgr, che gestisce il fondo Atlante. "Per il turnaround di una banca di solito ci vogliono tre anni, io conto di riuscirci anche in 18 mesi" ha detto venerdì, Alessandro Penati, presidente di Quaestio, aggiungendo, "se poi riesco anche a uscire in 18 mesi, sono Warren Buffett. Ma ci tento".

Di certo è stato evitato il fallimento, ed anche l'intervento del meccanismo di blocco ai conti correnti sopra i 100mila euro, il cosiddetto 'bail-in'. I clienti non soci di Bpvi quindi possono stare tranquilli, ma i segnali allarmanti sui conti di Bpvi sono tanti. Ad esempio, a fronte di un capitale sociale di 377.204.358,75 euro, la perdita del 2015 è stata di 1,407 miliardi, quasi raddoppiata dai 758 milioni del 2014. Anche l'attivo era sceso in modo preoccupante a 39,78 miliardi a fine 2015 dai 46,47 miliardi del 2014, stando a quanto si legge nel bilancio consolidato. Stesso andamento per i crediti verso clientela scesi a 25,17 miliardi l'anno passato dai 28,11 del 2014. Saliti in contemporanea i debiti verso le banche, che a fine 2015 sfioravano i 10 miliardi, più che raddoppiati rispetto ai 4,75 miliardi del 2014. Restano sul territorio 579 sportelli in Italia, 13 negozi finanziari, una rete di 110 promotori e 116 agenti. Una situazione andata deteriorandosi, a cui la quotazione in Borsa doveva porre rimedio. L'a.d. Francesco iorio, nel piano industriale presentato a supporto dell'aumento di capitale, infatti ipotizzava grazie anche alla quotazione utili di 202 milioni nel 2018 e di 309 milioni nel 2020.

Un altro crac, che segue quello delle 4 banche salvate per decreto (Banca Etruria, CariChieti, Carife,Banca Marche). In un sistema che vede il Tesoro azionista al 4,024% di Mps, ed in cui anche le grandi banche soffrono per i crediti deteriorati, che il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco ha quantificato in una massa lorda pari a 360 miliardi, di cui la metà in sofferenza, pari al 18% del totale dei prestiti. Tutto ciò a fronte di garanzie reali per soli 160 miliardi. Logico che oggi il mercato colpisse duramente le banche nostrane: Mps -5,52%, Carige -5,33%, Banco Popolare -7,30%, Unicredit -3,68%. Tra queste il Banco è molto sotto pressione visto che deve portare a casa un aumento da 1 miliardo, per avere l'ok della Bce alla fusione con Bpm. "Non siamo preoccupati" si è però affrettato a dire l'a.d. Pier Francesco Saviotti. Per quanto attiene Unicredit poi, il legame con Bpvi è molto forte, poiché la banca milanese aveva firmato un contratto di garanzia sull'aumento di capitale, che poi è stato coperto da Atlante in virtù di un 'subunderwriting' siglato alla vigilia dell'operazione. L'a.d. Federico Ghizzoni, oggi ha spiegato: "L'esito non positivo potevamo aspettarcelo. Per questo motivo è stato portato avanti anche il discorso di Atlante".

 

 

Scritto da 
  • Jan Pellissier
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