Giovedì 04 Gennaio 2018 - 16:00

Tabacci dona il suo simbolo e Bonino rientra in corsa: "Il 4 marzo ci saremo"

Per la lista +Europa le firme non servono più. La radicale ringrazia il leader di Centro democratico. Viminale: "4 marzo election day in Lazio e Lombardia"

Conferenza stampa di +Europa su candidatura alle prossime elezioni

L'ex democristiano Bruno Tabacci salva i radicali di Emma Bonino. Un coup de thèatre che ha suscitato più di un sorriso di ammirazione nella sala conferenze della stampa estera in via dell'Umiltà dove il duo Bonino-Tabacci ha deciso di dare la notizia. La lista +Europa dunque ci sarà alle elezioni del 4 marzo - election day in Lazio e Lombardia, dove si voterà pure per le regionali - "grazie" al gesto "generoso e autonomo" di Tabacci che ha messo a disposizione il simbolo del partito da lui fondato, Centro democratico, "piccolo ma in grado di far scattare il premio di maggioranza", come ama ricordare. +Europa in questo modo è dispensata dal raccogliere le 25mila firme per potersi presentare alle urne, "trappola" e "imbroglio" di una legge elettorale nata da un accordo "frettoloso" e contro la quale Bonino ha annunciato battaglia legale "sia in Italia sia in Europa".

Di "servizio alla democrazia" parla Tabacci, secondo cui senza la lista +Europa "oggi saremmo tutti più poveri". Tabacci rircorda: "Circa un anno fa con Giuliano Pisapia ho fatto un tentativo di ricostruire il centrosinistra, sopperendo soprattutto a talune autosufficienze e superficialità. Lui ha fatto un passo indietro perché non c'erano le condizioni e forse aveva ragione, ma ora è il momento di fare un passo verso la democrazia". Per questo, confida, era al raduno degli europeisti a ottobre all'Ergife di Roma, insieme a Emma Bonino, Enrico Letta e Romano Prodi. Resta il nodo coalizione che sarà sciolto nell'assemblea del prossimo 13 o 14 gennaio. "L'alleanza con il Pd? Decideremo il 13", assicura Bonino. E Tabacci: "Va da sé che siamo nel centrosinistra, con chi lo vedremo".
 

 

 

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PD - Il 'pontiere' Dem Piero Fassino cui è affidata la trattativa, insieme al vicesegretario Maurizio Martina, dice che "il Pd è pronto all'accordo". Anche al Nazareno assicurano che i Democratici sono disposti a confrontarsi sul programma e a discutere dei collegi uninominali. In particolare, per Emma Bonino ci potrebbe essere un collegio prestigioso. Ma da parte dei radicali non sono state avanzate richieste precise in merito, né sui numeri né sui luoghi. Restano invece confermati, tra i candidati di casa Pd, i nomi del medico vaccinista Roberto Burioni, dell'avvocato sfregiata dall'acido Lucia Annibali e del pediatra anti camorra Paolo Siani.

CD - Un piccolo dramma si è consumato poi all'interno di Centro democratico, sintomo degli screzi che potrebbero avvenire anche nella coalizione di centrosinistra, qualora nascesse. Il capogruppo Lorenzo Dellai - che ha aderito a Civica Popolare con Lorenzin - ha detto di non sapere nulla della decisione di Tabacci e di "doverne parlare con i colleghi per poi decidere" della cessione del simbolo. Perentoria la risposta del suo stesso partito: "Dellai non ha titolo sul simbolo, l'unico ad averlo è il fondatore Bruno Tabacci".

LORENZIN - E sull'ala moderata della coalizione, vale a dire la lista Civica Popolare guidata da Beatrice Lorenzin, pende la tegola dei ricorrenti dell'ex Margherita, infuriati per l'uso del simbolo. Sulla questione oggi è intervenuto anche Francesco Rutelli, benché Dellai abbia già chiarito che non si tratta della stessa margherita. Al Nazareno non risulta tuttavia che ci siano ombre di crisi su questa gamba della coalizione, ma slitta la presentazione del simbolo inizialmente prevista per domani.
 

Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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