Mercoledì 21 Settembre 2016 - 08:15

Bombe in Usa, Rahami denunciato dal padre come terrorista

Nella casa dell'uomo trovati riferimenti ad Al Qaeda e Bin Laden

Bombe in Usa, Rahami denunciato dal padre come terrorista: odiava America

"Odiava l'America e i gay". Questo è Ahmad Khan Rahami, il 28enne di origini afghane arrestato perchè ritenuto responsabile delle bombe di New York e del New Jersey, secondo la sua ex compagna Maria. Nel 2014 Rahami era anche stato denunciato alla polizia dal padre Mohammed: 'Mio figlio è un terrorista", avrebbe dichiarato alle autorità, per poi ritrattare mesi dopo.

IL RACCONTO DELL'EX COMPAGNA - Era un pessimo padre, non amava l'America e odiava gli omosessuali, ha raccontato la madre della figlia di Rahami. La donna avrebbe incontrato il 28enene di origini afghane al liceo. "Era conosciuto come il clown della classe", racconta, ma già all'epoca, spiega, dimostrava il suo odio per i militari Usa. "Lui parlava spesso della cultura occidentale e come era diverso nel suo Paese. Come se non ci fossero omosessuali in Afghanistan". "Sembrava odiare la cultura americana - ha spiegato Maria, che non vedeva Rahami da due anni -, ma non ho mai pensato che avrebbe potuto  fare una cosa del genere". Rahami, spiega ancora Maria, era rientrato da uno dei viaggi in Afghanistan, durante il quale gli era stato fatto "il lavaggio del cervello", con una moglie e un altro figlio. Ma non era un buon padre, secondo Maria, che racconta di come una volta fosse in casa con la figlia ed "è comparsa in televisione una donna in uniforme e lui a nostra figlia ha detto: 'Questa è una cattiva persona'".

LA DENUNCIA DEL PADRE -  Il padre di Ahmad Khan Rahami aveva avvertito le autorità americane che il figlio era un terrorista già nel 2014, ma nella seconda deposizione ritrattò la denuncia sostenendo di essere arrabbiato con il figlio. Parlando ai giornalisti fuori dal ristorante di famiglia, nella città di Elizabeth in New Jersey, il padre ha ribadito la sua denuncia di due anni fa: "Ho chiamato l'Fbi due anni fa", ma alla domanda se suo figlio fosse un terrorista, è stato di nuovo incoerente: "No", ha detto, "e l'FBI lo sa." La denuncia per terrorismo è arrivata quando Rahami era stato arrestato dopo una rissa in casa di cui era stato accusato di aver ferito con un coltello il proprio fratello.

NO LEGAMI CON L'ISIS - Non ci sarebbero apparenti legami tra il terrorismo di matrice jihadista e Rahami. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha riferito alla Cnn che Rahami "è andato più volte in Afghanistan e in Pakistan, dove si trovava sua moglie, ma al momento non abbiamo prove di legami con l'Isis, i talebani, che possano spiegare il suo comportamento". Ora come ora, inoltre, "non ci sono indicazioni della presenza di una cellula terroristica operativa in città o nell'area", come era invece stato ipotizzato in un primo momento e smentito dal vicedirettore dell'Fbi a York, Bill Sweeney. In uno dei suoi viaggi in Pakistan, Rahami si sposò con una donna pakistana, la stessa che secondo la Cnn avrebbe lasciato gli Usa due giorni prima delle esplosioni.

LA FIDUCIA A BIN LADEN - Perquisendo la casa di Rahami, a Elizabeth in New Jersey, le autorità hanno trovato alcuni appunti e un pc in cui apparivano menzioni alla rete terroristica Al Qaeda e al suo vecchio leader Osama Bin Laden. Differenti fonti di indagini suggeriscono che il materiale trovato faccia capire che Rahami "fosse un consumatore di molteplici ideologie radicali di diversi gruppi terroristici". Negli appunti sono frequenti i riferimenti a Osama Bin Laden e all'imam radicale Anwar al Awlaki, ex leader di Al Qaeda nella Penisola arabica, morto in un attacco di drone Usa nel 2011.

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