Giovedì 02 Febbraio 2017 - 07:45

Blitz contro Casalesi, arrestate figlie del boss Bidognetti

L'operazione è stata condotta dalla Dia di Napoli

Blitz contro clan dei casalesi, arresti le figlie del boss Bidognetti

Trentuno persone ritenute legate al clan dei casalesi, sono state arrestate nell'ambito di un'indagine della guardia di finanza contro le infiltrazioni della camorra a Latina. All'alba di oggi, i finanzieri hanno portato a termine l'operazione, coordinata dalla procura della Repubblica, Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. Il blitz ha riguardato, da una parte, alcune vicende delittuose inerenti alle attività interne alla famiglia Bidognetti, dall'altro alcune presunte estorsioni commesse da affiliati del clan. Gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, delitti, questi ultimi, aggravati dal metodo mafioso.

Sono stati i militari del Gruppo della guardia di finanza di Formia con il personale del Centro Operativo della Dia di Napoli, della squadra mobile della questura di Caserta e della Compagnia carabinieri di Casal di Principe a dare esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Napoli, nei confronti delle 31 persone legate alla fazione Bidognetti, attiva nell'intera provincia di Caserta e nel basso Lazio.

Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di molti collaboratori di giustizia e di attività di intercettazione (telefoniche, ambientali e telematiche), il tutto riscontrato dalle dichiarazioni rese, controlli e pedinamenti. Una prima parte dell'operazione ha riguardato il ristretto nucleo della famiglia Bidognetti. Le indagini, scrivono gli inquirenti "hanno consentito di raccogliere gravissimi elementi di prova a carico delle due figlie e della nuora dello storico capo e fondatore, insieme a Francesco Schiavone detto Sandokan, del clan dei casalesi, Francesco Bidognetti, detto cicciotto e mezzanotte, anch'egli raggiunto, in carcere, a L'Aquila, dal medesimo provvedimento restrittivo: si tratta delle sorelle Bidognetti, Katia, 35 anni (raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere), e Teresa, 27 anni (quest'ultima sottoposta al regime degli arresti domiciliari, poiché in stato di gravidanza), nonchè di Orietta Verso, 42 anni (già in carcere), moglie di Raffaele Bidognetti, detto o'Puffo, secondogenito di Cicciotto, anch'egli detenuto, tutte incensurate.

 Arrestato anche Vincenzo Bidognetti, detto o'bellillo, 32 anni (nessun rapporto di parentela tra quest'ultimo e la nota famiglia camorristica) ritenuto il trait d'union tra le donne della famiglia e gli altri affiliati. Secondo chi indaga, le tre donne si occupavano della distribuzione degli stipendi ai componenti del gruppo, dell'assistenza economica e legale ai familiari in carcere, della veicolazione di informazioni agli affiliati detenuti, del sostentamento, anche attraverso il reperimento di posti di lavoro, di familiari di associati liberi. Le stesse sono anche accusate di ricettazione aggravata per aver goduto di uno stipendio mensile derivante dalle attività illecite del clan.

 Agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Formia (Latina), invece, è stato condotto, perché accusato di partecipazione ad associazione camorristica ed estorsione aggravata, Giovanni Lubello, ex marito di Katia Bidognetti. Questi ultimi sono accusati di estorsione aggravata dai metodi mafiosi in concorso tra loro per aver imposto somme di denaro loro non dovute, ai titolari di un noto Resort di Cellole (Caserta), imponendo loro l'acquisto di importanti partite di vino (20.000 euro) a prezzo decisamente maggiorato rispetto a quello di mercato, avvalendosi della forza intimidatrice che il solo nome della famiglia ancora incute negli operatori commerciali dei territori in questione. L'attività di polizia giudiziaria è stata eseguita a Formia,  Casal di Principe, Parete e L'Aquila.
 

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