Mercoledì 30 Marzo 2016 - 14:30

Birra vaginale, provocazione o cattivo gusto?

La bevanda sarebbe prodotta con batteri vaginali, a prestarsi la modella ceca Alexandra Brendlova

Birra vaginale, provocazione o cattivo gusto?

Immaginate la donna dei vostri sogni, il suo fascino, la sua sensualità. Poi liberate la fantasia e immaginate che con una bacchetta magica si possa rinchiudere tutta questa passione in una bottiglia di birra. Realtà, provocazione di dubbio gusto o potere di suggestione di abili esperti del marketing? I creatori, l'Ordine di Yoni, sito riservato ai maggiorenni, assicurano di aver reso tutto questo possibile creando la prima 'birra vaginale'. Utilizzando sistemi di microbiologia hi-tech, avrebbero isolato ed estratto batteri lattici di un organo sessuale femminile, i Lactobacillus. La birra si chiama 'Bottled Instict' e l'obiettivo che gli ideatori dicono di proporsi è di raccogliere 150mila euro per realizzare una produzione di 6 lotti da 16.600 birre l’uno. Testimonial dell'impresa la modella ceca Alexandra Brendlova, che si sarebbe prestata a fare da donatrice dei batteri.

“Ci sono iniziative simili che altri birrifici hanno fatto, più per provocazione che per produrre birra di qualità, anche se poi è stata commercializzata, trainata dalla curiosità”, spiegano da Fermento Birra, network specializzato sulla birra di qualità, “ad esempio il birrificio americano Rogue ha prodotto la 'Beard beer', fatta con i lieviti della barba del birraio e commercializzata anche in Italia. I lieviti crescono sul corpo di ognuno, teoricamente farci la birra è possibile. Un altro esempio è la birra 'Big Ass Money Stout' prodotta dal birrificio norvegese Lervig e dal birrificio americano Evil twin, che usa in fermentazione banconote e una pizza surgelata”. “Negli ultimi tempi – spiegano ancora da Fermento Birra -, complice il recente boom della birra artigianale, ci sono state provocazioni che rischiano anche di superare il limite. Io personalmente non mi sognerei mai di comprare una birra vaginale, non è un prodotto che colpisce tanto gli appassionati che conoscono i processi di produzione, quanto magari il pubblico, anche se c'è il rischio non da poco che possa essere valutata come una trovata di cattivo gusto”.

Scritto da 
  • redazione web
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